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giovedì 10 gennaio 2013

MWL 5#: Alfabeto di strega: Z - come ZOISITE



Sorosilicato di calcio e alluminio
Cristallizzazione: sistema rombico
Famiglia: zoisiti
Colori: verde con macchie nere; a volte sono presenti macchie rosse (rubino)

Chakra: la varietà con rubino opera sul 2° - centro sacrale, il tipo privo di rubino agisce sul 1° - centro della radice

Anima: la zoisite permette alla potenza della Luce di ancorarsi alle energie della materia, pur mantenendo le sue caratteristiche di potere realizzatore

Subconscio: aiuta ad emanciparsi dai condizionamenti e dalle influenze esterne, mettendo in grado di realizzare le proprie ispirazioni ed i propri sogni

Sfera mentale: spinge a rivalutare l’importanza del potere personale, abbandonando l’abitudine di cederlo via (varietà con rubino); stimola il forte desiderio di portare a termine ciò che si intraprende

Sfera emotiva: fa riemergere le emozioni dolorose represse, per rivederle ed attraversarle completamente e finalmente liberarsene; stimola la capacità di dire “no”, quando è il caso e “sì”, quando veramente lo si desidera

Corpo: la zoisite stimola la potenza sessuale, sia maschile, sia femminile (varietà con rubino); disintossica e sfiamma i tessuti; stimola la rigenerazione cellulare e rafforza il sistema immunitario

Elisir: effetto blando; tutti i metodi di preparazione sono applicabili
Fiori di Bach: nessuna sinergia sperimentata
Altre Particolarità: nessuna

Pulizia e Ricarica: immersione in acqua fredda salata (qualche ora); in alternativa, interventi Reiki o con fiamma viola o riposo su una famiglia di ametista o di cristallo di rocca; bagni di sole (no luce diretta) e di luna ne rigenerano la vitalità. Quando la zoisite avrà ceduto tutto il potenziale energetico di cui dispone diverrà fragile e si romperà; a quel punto è opportuno riconsegnarla alla natura, liberandola in mare o in un corso d’acqua

Utilizzo: portarla con sé (in tasca o in un sacchetto in fibra naturale appeso al collo); indossarla come pietra montata in collane, bracciali o ciondoli; dormirci, inserendola nella federa del cuscino; ottima durante momenti di meditazione e trattamenti reiki; si può farla aderire con un cerotto alla pelle in corrispondenza del 1° o 2° chakra; minerale importante nei trattamenti di cristalloterapia

fonte: Il megalite

MWL 5#: Alfabeto di strega: V - come VERBENA


VERBENA

O Verbena officinalis, Verbena hastata .

NOMI COMUNI : Erba Sacra, Erba Crocetta, Erba Colombina, Erba turca, barbegna, coj dij prà, erba de S.Gioan, clumbeina, crous, purecella, erba della milza, birbina, virminaca, crebena.
E una buona galattogena - agisce sul sistema endocrino e sulla funzione ormonale grazie alla sua abilità di stimolare la secrezione lattea nelle puerpere - in tutte le donne invece regola la produzione naturale di ormoni.
Altre caratteristiche e proprietà:
* tonica - agisce su tutto l'organismo rinvigorendolo e rafforzando tutti gli organi

* antinevralgica - utile per alleviare dolori nevralgici e mestruali
* emmenagoga - stimola il flusso mestruale se scarso
* diaforetica - agisce sul fegato e sui sistemi di disintossicazione grazie alla sua abilità di aumentare la perspirazione, e stimolare la fuoriuscita delle tossine attraverso la pelle. Usato anche per assistere il sistema immunitario grazie alla sua capacità di scacciare la febbre.
* diuretica e depurativa del fegato e della milza
* febbrifuga - agisce sul sistema immunitario per la sua capacità di scacciare la febbre
* antinfiammatoria - agisce sul sistema immunitario grazie alla sua abilità nel contrastare le infiammazioni
* antireumatica - agisce sul sistema immunitario alleviando e prevenendo i dolori reumatici
* espettorante - agisce sul sistema immunitario grazie alla sua capacità di facilitare la rimozione delle secrezioni della membrana mucosa bronco-polmonare e causare l'espulsione di muco dal tratto respiratorio. Il tè caldo, preso spesso, è raccomandato per febbri e raffreddori, soprattutto per decongestionare la gola e il torace.
* vermifuga - agisce sul sistema immunitario grazie alla sua abilità di causare l'espulsione di vermi intestinali
* vulneraria - agisce sul sistema immunitario grazie alla sua abilità di guarire e curare le ferite
* tranquillante naturale - utile nell'ansia, nell'insonnia e nella tensione nervosa anche quando, questi disturbi, sono associati a stress.
* antispasmodica - agisce sul sistema nervoso grazie alla sua abilità di prevenire o alleviare gli spasmi muscolari
* astringente - agisce sul sistema endocrino e ormonale grazie alla sua abilità di causare la contrazione dei tessuti
Non usare in gravidanza.
Storia e curiosità:
La Verbena, pianta sacra agli antichi romani, non va confusa con la gradevole Cedrina, detta anche Verbena odorosa.

La verbena non viene utilizzata per usi culinari e gastronomici, perché il gusto non si adatta in cucina. In cosmesi, invece, l'infuso può essere usato come decongestionante degli occhi. Alla verbena un tempo erano attribuite proprietà magiche. Essa veniva colta nella notte di San Giovanni (24 giugno). Ciò si spiega, forse, con il fatto che questa festa ha sostituito il solstizio di estate (22 giugno), giorno in cui il sole raggiunge l'apice suscitando un momento di alta suggestione.
La verbena era usata da varie tribù di Indiani Americani per curare febbri, raffreddori, tosse e catarro. I Cherokee la usavano anche come un rimedio per problemi intestinali, diarrea e dissenteria. La verbena è stata usata anche come analgesico per l'otite e i dolori dopo parto ed è uno sbloccante per le mestruazioni.
Il nome Verbena deriva dal Celtico ferfaen, da fer (scacciare via) e faen (pietra), poiché la pianta era molto usata per curare problemi della vescica, soprattutto calcoli. Un'altra origine del nome è indicata da alcuni autori da Herba veneris, per le qualità afrodisiache attribuitele dagli antichi. I sacerdoti la usavano per sacrifici, da cui il nome Herba Sacra. Il nome Verbena era il nome classico romano per 'piante d'altare' in generale, e per questa specie in particolare. I druidi la aggiungevano alla loro acqua lustrale, e maghi e stregoni la usavano ampiamente. Era adoperata per vari riti e incantesimi, e dagli ambasciatori per concludere alleanze. Macinata, era indossata intorno al collo come talismano contro mal di testa, a anche contro morsi di serpente e altri animali velenosi, e come portafortuna in generale. Si riteneva benefica per la vista. Tutte queste sue virtù sono probabilmente derivate dalla leggenda della sua scoperta sul monte del Calvario, dove fu usata per cicatrizzare le ferite del Salvatore crocefisso. Perciò, viene benedetta con un rituale commemorativo quando si raccoglie.

fonte: http://www.anagen.net/verb.htm

MWL 5#: Alfabeto di strega: U - come Uthark Runa

Hail, hail, hail the mystery!
Uthark - Code of secrecy
Frey, Frey - God of ecstasy
Rise, rise from Ginnungagap

[Chorus:]
Enter the path of Runa
And drink from the well of Urd
Taste the fruits of Iduna
Decipher the signs from the north
Hail, hail - God of mysteries!
Hail, Frey, your prosperity
Come forth from the depth of Ur
Rise, rise from eternity

[Chorus repeat]

[Uthark Runa, Galdra:]
UruR
Thurs
AnsuR
Raidho
Kaun
Uthark
Runa
MannaR
LaguR
IngwaR
DagaR
Odal
Fehu
Life is eternal for you
When you pass the gate of Hel
(And) come to the end of the row
(Where you find)
The Beast and the God conjoined

MWL 5#: Alfabeto di strega: T - come Thor

Thor, il dio del tuono 

Thor è una tra le figure escatologiche più importanti della cultura Norena. Con mitologia norrena, mitologia nordica, mitologia vichinga o mitologia scandinava ci si riferisce alle credenze religiose pre-cristiane e alle leggende di popoli scandinavi, inclusi quelli che colonizzarono l’Islanda e le Isole Faer-Oer, dove le fonti scritte della mitologia norrena furono assemblate…
È da ritenersi pressoché separata da quella germanica (che include anche la strettamente correlata mitologia anglo-sassone), che è più tarda e con cui vi sono pochi punti in comune. La mitologia germanica è ricondotta da molti studiosi all’interno dell’ipotetica mitologia indoeuropea. Tuttavia le divinità della mitologia germanica sono trasposizioni di quelle norrene.

Thor era uno dei sette Cavalieri di Asgard fedeli al dio Odino e alla sacerdotessa Ilda di Polaris; la sua armatura consiste in una pelle di serpente, nei fatti sarà proprio il serpente marino Miogarosormr che affronta il dio Thor nella battaglia finale del Ragnarök, egli oggi è rapresentato da una stella della costellazione dell’Orsa maggiore.

Thor è il figlio di Odino e Gea, la madre terra, cresciuto nel reame di Asgard. La patria di Thor, è la città dell’Arcobaleno, difesa da Heimdall, il guardiano. All’interno di questa fantastica città risiede il dio Odino, il padre di Thor e di tutti gli dei.

Thor il dio del tuono, era gigantesco, con una folta criniera di capelli rossi. Quando lanciava il suo martello si sentiva un gran tuono, seguito da un lampo abbagliante e il martello gli ritornava in mano. Amava le lotte e i banchetti ed era sempre alla ricerca di avventure.
Thor era anche il dio della legge e della giustizia. In genere era di buon umore, ma andava in collera rapidamente.


fonte: http://www.tanogabo.it/mitologia/altri_popoli/Thor.htm

 

martedì 8 gennaio 2013

MWL 5#: Alfabeto di strega: S - come SCOPA

La scopa è lo strumento più tradizinale per una Strega, le Streghe usano la usano nella magia e nei rituali. È uno strumento sacro sia alla Dea che al Dio.
La scopa serve per purificare, viene utilizzata prima di creare il cerchio per pulire e spazzare via le energie negative che sono presenti o dopo la chiusura e scioglimento del cerchio per venitare che le energie prdotte rimangan ferme li.
Non è necessario che la scopa tocchi a terra, mentre si spazza,si visualizza la scopa mentre spazza gli accumuli astrali che si formano dove vivono gli umani. Questo purifica l’area.
La scopa è anche un potente strumento contro le maledizioni. Stesa lungo la soglia, la scopa ferma tutti gli incantesimi diretti contro la casa o i suoi residenti. Una scopa sotto il cuscino porta bei sogni, e proteggeva il dormiente.

La scopa è fatta con un bastone di frassino, rametti di betulla, legati con cordicelle di salice. Il frassino è protettivo, la betulla purifica, ed il salice è sacro alle Dee.

MWL 5#: Alfabeto di strega: R - come RUNE

                                              LE DODICI RUNE DELL'ANNO


Il sistema runico ora in uso risale al II o III secolo a.C. quando i popoli germanici vennero in contatto con il sistema alfabetico etrusco attraverso antiche rotte commerciali nel Mediterraneo. Sebbene ciascun simbolo rappresenti una lettera dell'alfabeto, l'aspetto divinatorio è sempre stato predominante.

Nell’Edda, i carmi che raccontano le imprese dei Vichinghi e dei loro dei, ci sono molti riferimenti alla magia delle rune e del suo uso da parte di dei ed eroi. Runa significa “segreto”.
Le rune erano simboli alfabetici (i celti usavano simboli alfabetici pure loro chiamati ogham) usati dai popolo germanici, cioè le razze inglesi, germaniche e scandinave che condividevano una eredità ed un linguaggio comune (le rune arrivarono ai celti attraverso l’emigrazione dei popoli scandinavi in Scozia e in Irlanda).
Questi segni, su pietra, metallo e legno erano usati su iscrizioni, monumenti e per scopi divinatori.
Oltre ad avere un valore alfabetico ogni runa simboleggiava un’idea ed era intrinsecamente magica.
Si credeva che, pronunciando il nome di una runa o incidendola su una spada, si evocasse il potere della divinità o dello spirito della natura che dominava la runa.
Il sistema runico ora in uso risale al II o III secolo a.C. quando i popoli germanici vennero in contatto con il sistema alfabetico etrusco attraverso antiche rotte commerciali nel Mediterraneo.
Sebbene ciascun simbolo rappresenti una lettera dell’alfabeto, l’aspetto divinatorio è sempre stato predominante.

IS – La runa della neve
La runa per GENNAIO è IS, la runa della neve, del ghiaccio. Il poema runico anglosassone parla del freddo e della bellezza del ghiaccio, dicendo “splende come il cristallo, simile ad una gemma”. L’antico poema norvegese vede il ghiaccio come un ponte tra le dimensioni, che deve essere superato con cautela da coloro che forse sono accecati dal timore di andare avanti.
Nel mondo delle rune, l’inverno ha una forza reale, di cui si deve tener conto, che porta il genere umano a faccia a faccia con il potere degli elementi e le limitazioni del movimento e dei viaggi. I lunghi mesi invernali erano occupati per la sopravvivenza e la riflessione ed erano un periodo essenziale non di progresso ma di rigenerazione.
In Gennaio, o in qualsiasi momento in cui avete paura di andare avanti, la vostra runa IS vi aiuterà a prepararvi saggiamente per il cambiamento e a usare il periodo di attesa per diventare più forti.
Se il vostro compleanno cade in gennaio, avete risorse interiori di pazienza e saggezza e, quando il momento è giusto, successo e felicità arriveranno.

UR – La runa del corno
La runa per FEBBRAIO è UR, la runa della forza istintuale primigenia. Ur rappresentava il possente uro, un enorme animale selvatico con le corna che vagava per le pianure dell’Europa settentrionale fino al 1627. Le corna dell’uro erano poste sugli elmi dei guerrieri nordici, spesso con incisa la runa UR, come simbolo di forza sfrenata.
Ur parla di forza e di coraggio per superare gli ostacoli che si frappongono al successo. Nel poema runico anglosassone, l’uro è “intrepido e ha forti corna, bestia fiera che combatte con le proprie corna.” Il poema norvegese parla delle difficoltà e degli ostacoli da superare.
Se è febbraio o avete bisogno di mera potenza e determinazione per superare ostacoli apparentemente insuperabili, Ur vi darà coraggio di mente e di cuore e resistenza fisica.
Se siete nati in febbraio, la vostra strada può essere piena di ostacoli ma avete la volontà e l’energia per il successo.

BEORC – La runa della madre
BEORC, la betulla, è la runa del mese di MARZO, la runa della rinascita e della rigenerazione associata alla Madre Terra ed è una runa adatta alla stagione della primavera, quando nasce la nuova vita. La betulla, il primo albero a ricolonizzare la terra al ritirarsi della calotta di ghiaccio alla fine dell’ultima glaciazione, secondo il poema runico anglosassone “produce polline senza seme.”
Se è marzo o se avete bisogno di cominciare daccapo, specialmente in questioni di famiglia o di amore, il potere di Beorc promette fecondità, nuove speranze di uno spontaneo ritorno dell’entusiasmo e del feeling.
Le persone nate in marzo, con Beorc come loro runa, sono naturalmente creative e affettuose e troveranno che, anche se il presente è infelice, l’immediato futuro promette una nuova speranza.

RAD – La runa della ruota
La runa di APRILE è RAD, la runa del mutamento. Essa comporta sforzo ma offre grandi ricompense. Rad è la runa della ruota solare dell’anno, e anche la ruota del carro di Freyr/Ing, il dio della fertilità che passava sopra i campi che si stavano ridestando.
Il poema runico anglosassone ammonisce che “la cavalcata è dolce per i guerrieri nella casa – è assai ardua per chi, sulla groppa di d’un robusto destriero, percorre grandi cammini”. Rad sottolinea che è necessario andare fuori nel mondo e rendere la vita quello che si desidera che sia mediante i propri sforzi, invece che sognare e attendere che arrivi il mutamento.
Se è aprile o se avete bisogno di cambiare direzione, Rad promette che, anche se il viaggio che vi attende è difficile, sarà eccitante.
Se siete nati in aprile avete una naturale sete per l’esplorazione e il successo e potete, se siete pronti ad agire, realizzare i vostri sogni.

PEORD – La runa dell’allegria
La runa di MAGGIO è PEORD, la runa della vostra peculiare identità. Peord è la runa della fortuna che solo voi potete fare, perché è il vostro destino personale. Data la sua forte associazione con il destino Peord è la runa del bicchiere per tirare le sorti, con cui gli antichi guerrieri tentavano la fortuna. Il poema runico anglosassone parla di “riso e gioco” perché il gioco d’azzardo e il lancio delle rune erano considerate la medesima cosa e un procedimento gioioso. Questo tirare a sorte determinava il valore di un’impresa, e la stessa battaglia era vista come un’estensione del tirare a sorte in cui gli dei garantivano la vittoria alla parte più valorosa e meritevole.
Se è maggio o se sentite che la vostra identità o i vostri principi sono minacciati, la runa Peord può rafforzare la vostra determinazione e le vostre peculiari capacità.
Se siete nati in maggio, avete elevati principi e una forte personalità e non dovete aver timore di emergere dalla folla.

SIGEL – La runa del sole
La runa di GIUGNO è SIGEL, che è la runa del sole, la cui posizione muta nel corso dell’anno. Il sole raggiunge la sua massima altezza al solstizio d’estate, intorno al 21 giugno. Secondo il poema runico anglosassone, il sole “fa la gioia dei naviganti”, che, con il bel tempo, potevano attraversare l’oceano. Poiché, nell’emisfero boreale, il sole raggiunge la sua piena potenza durante questo mese prima di cominciare il suo lento declino verso l’inverno, Sigel rappresenta lo sfruttare al massimo il momento senza pretendere la permanenza e fare un supremo sforzo per raggiungere una meta, sia personale o il successo in termini terreni.
Se è giugno o se avete bisogno di fare un grande balzo o sforzo per avere successo, la runa Sigel può darvi energia e potenzialità illimitate.
Se siete nati in giugno, avete creatività ed energia illimitate e avete successo. Non dovete preoccuparvi del domani, ma vivere ogni giorno come viene.

DAEG – La runa del giorno
La runa di LUGLIO è DAEG, la runa del giorno o del risveglio. Nòtt, la dea della notte, che guidava il suo oscuro carro attraverso il cielo, era la madre di un figlio radioso, Dagr il cui nome significa “giorno”. Non appena gli dei videro la radiosità di Dagr, gli costruirono un carro, tirato da un cavallo bianco, Skinfaxi (criniera di splendore). Dalla sua criniera si irradiavano in tutte le direzioni splendenti raggi di luce. Dagr divenne un simbolo di illuminazione spirituale oltre che fisica.
Se è luglio o se avete bisogno di una lice alla fine di un particolare tunnel buio. Daeg può promettere che, purchè ci sia fede e ottimismo, l’illuminazione non è molto lontana.
Se siete nati in luglio siete naturalmente ottimisti e portatori di gioia. Non lasciate che coloro che cercano di gettare ombra sulla vostra vita vi distolgano dalla vostra naturale convinzione che la vita è intrinsecamente bella.

GER – La runa del raccolto
La runa di AGOSTO è GER. Questa è la runa del raccolto. Il poema runico anglosassone dice che “il re del cielo permette alla terra di portare dei frutti per i ricchi e per i poveri”, un riferimento a Freyr, dio del raccolto, e ricorda che l’uomo dipende dalla benevolenza della terra e della stagione per avere successo. E’ inerente anche l’idea che “ognuno raccoglie ciò che ha seminato”, che ci rammenta che gli sforzi del passato influiscono sui risultati presenti e futuri, una filosofia rispecchiata nel concetto nordico di fato come un’intricata rete di passato e presente.
Se è agosto o siete in ansia per il successo di relazioni o progetti a lungo termine, Ger vi ricorda che lo sforzo che fate ora sarà ricompensato nel futuro.
Se siete nati in agosto, siete un programmatore e un lavoratore nato e potete essere fiduciosi che i vostri sforzi saranno ricompensati.

FEOH – La runa del bosco
La runa di SETTEMBRE è FEOH. Nella tradizione vichinga, feoh significava “bestiame”, ricchezza mobile sotto forma di mandrie vaganti. Mentre il poema runico anglosassone parla delle gioie dei beni materiali finchè sono usati saggiamente e dati liberalmente agli altri, gli antichi carmi norvegesi e islandesi ammoniscono che il denaro può provocare discordia tra parenti. Il significato di feoh comprende perciò il prezzo che si deve pagare, sia per il successo, il cambiamento o per conservare la vita così com’è.
Se è settembre o se state considerando il costo di fare un cambiamento o un impegno nella nostra vita, Feoh può aiutarvi a valutare il prezzo reale, compresi i costi nascosti.
Se siete nati in settembre, siete radicati nel mondo reale, pratico, ma usate il cuore e la testa, in modo che qualsiasi successo vi arricchisca personalmente oltre che materialmente.

EH – La runa della caccia
La runa di OTTOBRE è EH. Eh è la runa del cavallo, specialmente del cavallo che portava il suo cavaliere in battaglia. Essa parla dell’armonia tra uomo e cavalcatura. Poiché il cavallo era tanto essenziale per i vichinghi quando scendevano in battaglia o nelle loro avventure, la perfetta armonia era incarnata in questo rapporto tra il cavaliere e il suo cavallo. Se un guerriero veniva ucciso in battaglia, spesso il suo cavallo veniva sepolto con lui e, quando un cavallo molto amato moriva, anche esso veniva data un’elaborata sepoltura. Odino aveva un cavallo grigio con otto zampe, Sleipnir, sul quale cavalcava in battaglia. Odino aveva inciso delle rune sui denti di Sleipnir per renderlo invulnerabile. Il poema runico anglosassone parla del cavallo come un conforto “per chi non sa star fermo”.
In ottobre o quando avete bisogno di armonia ed equilibrio nella vostra vita. Eh può aiutarvi a conciliare le esigenze di aspetti diversi della vostra vita o di persone contrapposte che reclamano la vostra fedeltà.
Se siete nati in ottobre, siete naturalmente equanimi e vedete entrambi i lati di qualsiasi questione. La vostra armonia interiore vi proteggerà dai conflitti con le altre persone.

ETHEL – La runa della terra
La runa di NOVEMBRE è ETHEL. Ethel significa “proprietà ancestrale” ed è la runa dell’organizzazione pratica della nostra vita. Poiché si riferisce alla terra trasmessa in eredità di generazione in generazione piuttosto che presa in affitto da un signore feudale, Ethel rappresenta i valori del clan e della famiglia. Sebbene i popoli nordici fossero erranti, la proprietà terriera era ancora importante per essi come simbolo di tutto ciò che aveva valore nella sfera domestica e sociale. Nel poema runico anglosassone, si dice che Ethel è “prezioso per ognuno” ma questo piacere domestico è collegato a un buon raccolto, cioè al comfort materiale. Ciò ricorda anche che, se si vuole godere dei frutti di un modo di vivere sicuro, bisogna compiere degli sforzi sul piano pratico.
Se è novembre o se sentite che il vento invernale della vita vi spinge a cercare la casa e il focolare domestico, la runa Ethel vi ricorda del valore delle relazioni stabili e delle esperienze condivise, per quanto terrene possano essere.
Se siete nati in novembre, siete una casalinga e un’amante della casa nel senso più creativo e avete il dono peculiare di mettere a loro agio gli altri ovunque voi siate.

HAEGL – La runa del seme
La runa di DICEMBRE è HAEGL. Haegl (in norreno hagall) è la runa della grandine e del seme o uovo cosmico. L’idea del seme cosmico si trova nell’antico carme norreno che parla di hagall come un “freddo grano” e il poema anglosassone aggiunge l’idea che Haegl contiene vita congelata, in quanto “è proiettato dalla volta celeste, lanciato dalle raffiche di vento; poi si fonde in acqua”. Haegl ha in sé l’idea di potenziale creativo che attende di essere realizzato, con la rinascita del sole al solstizio d’inverno intorno al 21 dicembre.
Se è dicembre o se siete temporaneamente ritirati dalla vita esausti o sconfitto, la runa di Haegl vi ricorda che talvolta possiamo soltanto confidare che i giorni bui finiranno e il nostro sole personale splenderà ancora. Ciò non sarà immediato, perché in gennaio verrà IS, il ghiaccio, ma Haegl contiene la promessa di una vera felicità dopo l’inverno.
Se siete nati in dicembre siete una creatura di sogni e visioni e a volte il mondo interiore sembra più ricco di quello esterno. Abbiate fiducia nel vostro intuito e, quando siete pronti, mettetelo in pratica nel mondo.

The Pagan Circle

MWL 5#: Alfabeto di strega: Q - come QUARZO IALINO

QUARZO IALINO

Breve descrizione

Si tratta di un minerale molto apprezzato in cristalloterapia per la sua capacità di neutralizzare le energie negative, motivo per cui si raccomanda di lavorare con questa pietra in meditazione e di collocarla in luoghi strategici della casa. In realtà i poteri del cristallo di rocca sono conosciuti sin dall'antichità si sa infatti di come venisse usato in ogni tipo di pratica terapeutica e di rituale religioso.
Così per esempio, i buddisti e i bramini lo utilizzarono per invocare gli dei, mentre i primi cristiani lo misero in relazione con i concetti di fede, castità, innocenza e lealtà.
Fu anche la materia usata dai chiaroveggenti per forgiare le loro sfere e dagli occultisti del Medioevo e del Rinascimento per i loro specchi magici.
Le virtù terapeutiche del quarzo ialino sono ampie, ed esso viene impiegato, sia in polvere, sia collocandone un cristallo sopra la zona colpita, per alleviare i disturbi intestinali o renali, i dolori del capo, la febbre, il mal di denti, l'idropisia, e tanto altro ancora.
Gli antichi Greci credevano che il quarzo ialino, chiamato anche cristallo di rocca, fosse in realtà a causa della sua trasparenza, giacchio pietrificato dagli dei in modo da non farlo più sciogliere.
"ialino" significa Incolore e trasparente come vetro (in greco Hyàlinos)
È uno dei minerali più abbondanti sulla terra, ne esistono giacimenti in luoghi geograficamente molto lontani fra loro come le Alpi Svizzere e Francesi, lo Stato americano dell'Arkansas, il Madagascar e i Brasile
Alfonso X il Saggio descrisse le proprietà di questa pietra, in grado si mettere in contatto l'uomo con il mondo spirituale e di proteggerlo dai pericoli.

Corrispondenze

Mineralogia: quarzo cristallino trasparente, di formazione magmatica, reperibilità ottima

Chakra della Corona : Localizzato alla sommità delcapo, il chakra della Corona controlla gli emisferi cerebrali,dove hanno sede la riflessione, la coscienza e la percezione dell'Io.
è lla culla dell'anima e la porta della conoscenza che po aprire la mente ad altre realtà e anche all'esperienza mistica. Per questo durante la meditazione possiamo aiutarci collocando un quarzo
ialino sopra tale chakra

Pianeta: Mercurio

Segno Zodiacale: Gemelli

Relazioni Astrologiche: Gli inquieti Gemelli, facilmente riconoscibili per la rapidità di pensiero e la strabiliante energia, rispondono alla natura di Mercurio che è il loro pianeta dominante.
Mercurio infatti incarna un principio di cambiamenti e di dualità e dota i nati sotto il suo dominio del potere della parola, che in questi soggetti è sempre agile e brillante.
Il quarzo Ialino possiede facoltà di contrastare gli effetti della fatica e anche di apportare equilibrio e tranquillità della mente, virtù queste tre veramente benefiche per i nati Gemelli.




Terapie a livello


Fisico: Stimola il flusso energetico, i nervi, le funzioni cerebrali e della tiroide, allevia i dolori e i gonfiori,calma la febbre, allevia mal di denti e disturbi renali ed intestinali

Mentale: Acutizza la percezione, rende consapevoli e apporta chiarezza di pensiero, facilita l'apertura del pensiero a un livello di coscienza superiore

Psichico: Consolida il proprio punto di vista, rende più vividi i ricordi,apporta equilibrio,

Spirituale: Chiarezza, neutralità, favorisce la meditazione, protegge, favorisce la divinazione


MWL 5#: Alfabeto di strega: P - come PAN

DIO PAN
 
 
Dio greco, di carattere fallico,considerato come il dio della masturbazione e del vizio, venerato soprattutto nell'Arcadia.
Secondo una tradizione evocata dall' Inno omerico a Ermes, Pan nacque dall'unione di Ermes con Driope, figlia di Driops (l'uomo della quercia) presso il quale Ermes era pastore (come Apollo al servizio di Admeto). Il fanciullo divino fu partorito con il volto barbuto, le corna e i piedi di capra, e la madre atterrita lo abbandonò. Ermes allora lo avvolse in una pelle di lepre e lo portò sull'Olimpo, facendolo sedere fra gli dei, che se ne rallegrarono.
Per assonanza con la parola, tutto, si disse che il dio du chiamato Pan poichè "tutti" gli dei furono lieti di accoglierlo. Pan infatti portava ovunque la gioia turbolenta e chiassosa delle primordiali feste pastorali che potevano concludersi nell'orgia.
Nella sua figura l'elemento fallico si univa ad attributi che evocavano sia l'abbandono orgiastico, sia l'oscurità, sia il terrore, gli inferi.
Era la consueta ambivalenza dionisiaca dell'elemento sessuale, partecipe insieme della vita e della morte; e Dionisio accoglieva nel suo corteggio tanto il grande Pan, quanto alcuni piccoli Paniskoi, analoghi ai satiri.
L'immagine di Pan era considerata dai greci come una componente costante del mondo divino, anche se questo concetto contrastava con ilmito della nascita del dio da Ermes e Driope che lo faceva comparire sull'Olimpo solo in un secondo momento.
Si parlava infatti di molti Pan, corrispondenti alle varie generazioni degli dei(Titanopan,Diopan,Ermopan,Egipan), e si diceva che un Pan era figlio di Zeus e gemello di Arcade, e che un altro Pan era figlio di Crono, un Pan aveva aiutato Zeus nella lotta contro i Titani.
La tradizione mitica conserva il ricordo di numerose avventure erotiche di Pan, e soprattutto della sua unione notturna con Selene, la luna, la quale prima lo rifiutò e poi ne fu sedotta quando Pan si avvolse nel vello bianco di una pecora. Pan insidiò anche Pitis, Siringa, ed Eco, ma ogni volta gli accadde quello che successe ad Apollo con Dafni: Pitis si trasformò in un pino, Siringa in una canna (da dove poi è stata creata syrinx il famoso flauto di Pan) e di Eco rimase solo la voce.
"James Hillman, lo psicologo americano, sostiene che Pan è l’inventore della sessualità non procreativa, e gli attribuisce il ruolo di dio della masturbazione: nel libro "Saggio su Pan" Hillman traccia un contrasto netto tra la figura di Pan e la figura di Cristo"(fonte wiki).
 
La lotta contro Tifone

Un ruolo importante di Pan fu la sua partecipazione alla lotta degli Olimpi contro Tifone, un mostro generato da Gea e Tartaro, dotato di ali, cento teste, occhi terrificanti e voci spaventose che uscivano da cento bocche e con la parte inferiore del corpo avvolta in due gigantesche spirali serpentiformi; Tifone entrò in competizione con Zeus per il dominio del mondo, e gli déi nel vederlo fuggirono terrorizzati in Egitto, dove si nascosero assumendo le forme più svariate: Zeus divenne un ariete, Era una vacca bianca, Afrodite si trasformò in un pesce, Ares in un cinghiale, Apollo in un corvo, Artemide in un gatto, Hermes in un ibis (l’animale di Toth, il suo corrispondente egizio), e Dioniso in una capra.
Pan trasformò solo la sua metà inferiore nella coda di un pesce e si nascose in un fiume.
L’unica che non si nascose fu Atena, che denigrando gli altri dèi convinse Zeus a dar battaglia a Tifone. Zeus ebbe inizialmente la
peggio: Tifone lo avvolse con le sue spire e gli recise i tendini di mani e piedi, e lo rinchiuse in una grotta della Cilicia. Pan spaventò il mostro con un tremendo urlo, ed Ermes gli sottrasse i tendini di Zeus che, recuperate le forze, si lanciò su un carro trainato da cavalli alati contro Tifone, bersagliandolo di fulmini e riuscì ad ucciderlo in Sicilia, seppellendolo sotto l’Etna. Da allora il vulcano rivomita periodicamente i fulmini che avevano colpito il drago. Zeus premiò Pan trasformando il suo aspetto ibrido di pesce e di capra in una costellazione, il Capricorno. In questo mito troviamo un altro elemento interessante: la fuga panica come reazione protettiva; protezione per sé stessi, certo, ma sempre un’azione che permette poi di portare aiuto a chi di protezione ha ancora bisogno. L’aspetto protettivo della natura in Pan si rivela oltre che nel suo ruolo pastorale anche nella sua posizione nel seguito di Dioniso, dove Pan porta lo scudo del dio nella marcia verso l’India.

Le forze naturali

Miti e tradizioni legati a Pan possono essere tra quelli che hanno dato origini alla stregoneria, giacché il dio è connesso con la fertilità dei campi, i cui rituali potevano essere anche orgiastici, oltre che essere connesso con la Luna.
Pan rappresenta la Natura in toto, nel bene e nel male, senza nessuna connotazione di stampo manicheistico; è in definitiva una forza grezza della natura, un essere neutrale che può originare creazione come distruzione, al pari di molte altre divinità primordiali come l’indiana Kali Ma, ad esempio.
È interessante notare che la fonte omerica ci dice che appena nato fu avvolto dal padre Hermes in una pelle di lepre e portato sull’Olimpo, dove Dioniso lo accoglie con gioia:
la lepre è un animale sacro ad Afrodite, ad Eros, alla Luna e facente parte del mondo dionisiaco:
l’avvolgere Pan con una sua pelle significa che egli stesso era pienamente parte di questo universo; la paternità di Hermes, e la sua protezione (è lui che lo avvolge nella pelle), danno alle azioni di Pan la connotazione di azioni ermetiche, simboliche, dai messaggi nascosti insomma; la reazione di Dioniso quando le vede testimonia la grande simpatia tra questi due dèi: con essi forma una sorta di triade ideale.
Il collegamento con la Luna diventa evidente nel mito della seduzione di Selene: seduzione che operò con l’inganno (tratto caratteriale tipico di Hermes), poiché la dea lo rifiutava. Pan usò un trucco, e nascose il suo ispido pelo caprino sotto un velo candido, oppure sotto il vello di un agnello; così mascherato la dea non lo riconobbe, ed acconsentì a salirgli in groppa, e il dio poté finalmente possederla: sembra un chiaro riferimento i riti orgiastici ed ai Sabba pagani celebrati a Beltane.
Sempre in tema di rito orgiastico, si narra che Pan si accoppiasse con le Menadi (probabilmente con tutte), le quali erano le sacerdotesse del Dio, cosa che ci riconduce a quanto appena detto:
Pan è quindi il Dio-Capro delle streghe, la personificazione di ciò che è completamente naturale, di quell’istinto che è l’urgere della natura, e ben si abbina con Dioniso che impersona il potere della forza produttiva della Natura.

Il bimbo abbandonato

C’è un altro aspetto di Pan su cui può essere interessante soffermarsi: la solitudine; fin dall’inizio, da quando venne abbandonato dalla madre, Pan è solo. Hermes lo porta in cielo, ma lo presenta come una cosa buffa, e gli chiede di non far sapere troppo in giro che è suo figlio:
solo Dioniso, anche lui è stato privato della madre –addirittura fin da prima della nascita- ed esule ramingo, lo prende realmente a benvolere:
in questo contesto le connotazioni di fertilità e lascivia passano in secondo per dare rilievo ad un destino che pur dando occasione a Pan di avere innumerevoli accoppiamenti con altrettante donne non gli consente mai di formare una coppia; Pan avrà sempre una natura solitaria, rimarrà sempre un bambino abbandonato.

La morte di Pan

Ma perché in epoca cristiana all’immagine di un dio benevolo e generoso è stata progressivamente sovrapposta quella di un demone, della quintessenza del principio del Male?
Pan è l’unico dio che morì, secondo Plutarco: una morte purtroppo inevitabile, sospinta dall’avanzare del cristianesimo e di fronte al rifiuto della sessualità e degli istinti, anche se diversi commentatori di Plutarco sono concordi nell’affermare che Pan non sia morto ma che giaccia soltanto addormentato, ovvero rimosso. E quando l’umano perde la connessione personale con la natura e l’istinto personificati, l’immagine di Pan muore per lasciare spazio all’immagine del Diavolo.
L’operazione compiuta dal cristianesimo fu quella di evocare dalle ceneri di Pan il Diavolo, che nella cultura cristiana è l’avversario dell’uomo e della creazione (quindi anche della natura stessa); tuttavia Pan non è morto, ma dorme dentro di noi: può risvegliarsi se si recupera la connessione personale con la natura e con l’istinto.

The Pagan Circle

MWL 5#: Alfabeto di strega: O- come OSSIDIANA

OSSIDIANA

COME NASCE L'OSSIDIANA:

Si tratta di un vetro vulcanico che si forma con il raffreddamento delle lave vulcaniche.
All'interno dei vulcani i silicati si fondono a causa delle elevate temperature, dando origine alla lava. Essa, al successivo contatto con l'aria, si raffredda e da origine all'ossidiana. il veloce raffreddamento fa si che gli atomi non riescano a disporsi per dar vita ad un cristallo, infatti si otterrà un vetro naturale, molto simile a quello prodotto dall'uomo.


COLORE: L’ossidiana è in genere di colore nero o grigio, ma si trovano anche ossidiane con venature verdi o rosse, a seconda del contenuto di ferro.

Tradizioni e Magia
Il Nome sembra derivare, secondo Plinio, da Obsius cittadino romano che scoprì un importante giacimento in Etiopia. Gli Aztechi la chiamavano Tezcatlipoca cioè “specchio fumante” utilizzandole per la divinazione e per contattari gli Spiriti popolanti la Terra. L’usanza di utilizzarla come specchio magico è stata confermata qualche secolo più tardi dal Dottor Dee, alchimista esperto in questa pratica. Fin dalla preistoria divenne oggetto di culto o materiale per le punte delle frecce, gli Egizi confezionavano gli Scarabei in questa pietra simboli della rinascita nel Mondo dell’Oscurità. Nel Medioevo insieme all’onice venne associata a Saturno e alle sofferenze sentimentali. In Magia è utilissima nei rituali di protezione e purificazione poiché richiama l’Elemento Fuoco che l’ha generata, inoltre posta in qualsiasi ambiente assorbe l’energie negative esistenti quindi va conservata in un panno scuro per impedire questa contaminazione. Innesca il colpo di ritorno, annienta i nemici, fa vincere le dispute giudiziarie, apporta fortuna, serenità e fecondità.

Cristalloterapia
Nella colorazione nera è associata al 1 Chakra quindi hai disturbi derivanti dalle gambe, dalla schiena, dalle ossa. Cura i problemi ai denti, rafforza il sistema immunitario, accelera la rigenerazione dei tessuti, calma i dolori, scioglie i blocchi energetici e promuove la conoscenza di noi stessi.


Chakra: 1
Pianeta: Saturno
Elemento: Fuoco
Divinità: Efesto, Marte, Morrigan
Segno Zodiacale: Capricorno


USI:

Essendo una pietra vulcanica, essa tende a far riaffiorare le resistenze del nostro inconscio, le nostre paure e i lati più uscuri del nostro essere. Va quindi usata con attenzione...
D'altra parte è molto utile perchè è un assorbitore di negatività e favorisce la dispersione di energie negative.
Inoltre favorisce il radicamente con la terra. è quindi consigliata a persone che hanno sempre la testa fra le nuvole e sognano ad occhi aperti (come me^^) in modo che possano raggiungere una magiore stabilità e ritornare con i piedi per terrae dona la forza per reagire alle difficoltà e rialzarsi.
In antichità viniva anche usata per pozioni magiche o ricette mediche e si riconosceva il suo effetto benefico per la vista e per il viso.
Nel mondo egizio invece si pensava che l'ossidiana, posizionate sopra gli occhi, potesse fare da tramite tra il mondo dei Vivi e quello dei Morti. Sono state infatti trovate numerose statue di figure femminili aventi gli occhi incraostati di questa pietra.
Attira inoltre nel corpo energia fisica e sessuale ed è quindi collegata con il primo chakra.
Dal punto di vista fisico, attenua il dolore. Inoltre, stimolerebbe la circolazione periferica, aiutando le persone con mani e piedi spesso freddi.

martedì 1 gennaio 2013

MWL 5#: Alfabeto di strega: N- come NODO DI SALOMONE

NODO DI SALOMONE

Simboleggia nella sua valenza originaria proprio l'unione profonda dell'Uomo con la sfera del divino. Il Nodo di Salomone potrebbe ricollegarsi ad altri simboli “onnipresenti” quali la Svastica (la ruota cruciforme che allude al dinamismo cosmico), la spirale o evoluzione ciclica, i fiori, l’edera (immortalità), la croce, la stella a sei punte (o Sigillo di Salomone), che alludono all'unione della Terra con il Cielo, alla circolarità del Tempo, visto come ciclico e non lineare, in cui prevale la necessità di avere un ordine. Così l'uomo, osservando il ciclo della Luna e del Sole, l'alternanza giorno/notte, delle stagioni, della Natura, quindi della vita, ha sempre raffigurato questo susseguirsi circolare di eventi: la nascita, la crescita, l'evoluzione e la morte, per poi riprendere il medesimo ciclo…La croce e il nodo sono equivalenti, nel loro significato di “salvezza” e di unione tra mondo terrestre (il piano orizzontale)e celeste (verticale, ascensionale). Così come nell'Antico Egitto, come in molti altri popoli, al simbolo viene attribuito un potere e spesso lo troviamo correlato alle divinità, raffigurate singolarmente o in coppia. L'Uomo, quale rappresentante di dio sulla Terra, trova posto in questo linguaggio mitico e allegorico: il nodo è visto come nodo d'amore, di legame sacro e indissolubile, oppure correlato ai cicli stagionali, alle attività umane, alla vita animale, soprattutto acquatica. Il nodo di Salomone è collegato a simboli spiraliformi come il Triskel. Tale simbolo, caratteristico dell' iconografia celtica e assimilabile allo svastica dell'Oriente, sembra ricollegarsi al concetto di Trinità (numero tre), anche prima che il Cristianesimo arrivasse nei luoghi d'influenza Celtica. Le tre dimensioni umane che sono unite e in movimento dinamico verso la realizzazione dell'Unità (circolarità). Da testi classi ed ermetici si assiste all'associazione del nodo con quello remoto del labirinto, identificato con un percorso iniziatico teso alla conquista di un centro, il nocciolo divino che, addentrandosi nelle profondità dell'anima e della materia in un duplice cammino, porta alla rinascita.

mercoledì 26 dicembre 2012

MWL 5#: Alfabeto di strega: M- come MENTA

MENTA

Famiglia: Labiate
Caratteristiche: pianta perenne, è conosciutissima sia a scopo alimentare sia per fitoterapia. Si divide in moltissimi gruppi, dei quali segnaliamo solo i più importanti. Ha le foglie seghettate di un bel verde brillante, fiori spigati di un delicato colore biancastro o rosato.
Habitat: intensamente coltivata come erba officinale, allo stato spontaneo cresce nei pascoli di montagna e in luoghi ombrosi, al limitare dei boschi, fino a più di mille metri.
Fioritura: da aprile a settembre
Parti utilizzate: foglie e fiori
Raccolta: i fiori appena sbocciano, le foglie prima della fioritura

Curiosità. Questa umile pianta ha un'origine mitologica: Minta era la bella figlia del re Cocito e fu vista da Plutone mentre giocava con alcune amiche nel giardino della casa del padre. Il dio degli inferi si innamorò perdutamente di lei e le si presentò offrendole il suo amore, ma la fanciulla gli resistette. Il dio decise di rapirla, ma Prosperina, che aveva pena della giovinetta, pur di sottrarla alla sua amara sorte la trasformò in pianta e ne riempì i giardini del re.
L'uso terapeutico della menta può essere fatto risalire agli Egizi: questa pianta infatti è già citata nel papiro di Ebers, databile al XVII secolo a.C. ed è sacra a Thot, dio della medicina.
In tutto l'Islam la menta è un pegno d'amore tra i giovani innamorati. Nell'antica Grecia la menta era simbolo dell'amore ed era dedicata alla dea Afrodite, perciò era considerata afrodisiaca ed era utile assumerla prima di un incontro amoroso.
I Romani invece la consideravano rilassante e sedativa.
Secondo Seneca i soldati non dovevano mangiarne perché avrebbe tolto loro il vigore e le forze.
I Greci avevano dedicato la menta ad Ares, il dio della guerra, e ne bruciavano alcuni mazzetti sulle pire funebri dei soldati caduti in battaglia.
Mettendo delle foglie di menta in un'arnia, nel mondo antico si pensava si potessero sanare le malattie delle api.
Nell'antica Roma, andata per la maggiore un vino aromatizzato con la menta che piaceva particolarmente alle matrone.
Sempre a Roma le donne della nobiltà la mescolavano con il miele per coprire l'odore di vino che inevitabilmente avevano quando uscivano dai banchetti.
Una curiosità che pochi sanno. La menta tiene lontano i parassiti. Infatti gli antichi usavano mettere foglie di menta nei loro giacigli per tenere lontani pulci e pidocchi.
Gli atleti che partecipavano alle olimpiadi nel mondo classico facevano bagni con acqua nella quale vi erano foglie di menta per rinforzare il fisico.
Carlo Magno volle inserire la menta del capitolare che prevedeva l'elenco delle erbe da coltivare in quanto utili e medicinali.
Fin dal tempo dei samurai in Giappone c'era l'usanza di mettere foglie di menta tra le lenzuola perché veniva considerata afrodisiaca.

Usi magici. Le foglie vengono bruciate negli incensi per favorire la guarigione e per la purificazione.
Si può fare un infuso con le foglie fresche da aggiungere all'acqua del bagno, da effettuarsi prima dei rituali di scarico, ovvero quando si sciolgono fatture o malocchi, per allontanare le negatività, mentre quelle secche possono essere messe a bruciare sui carboncini per favorire la disponibilità al dialogo e l'apertura verso l'amore.
In tempi antichi veniva adoperata soprattutto nei rituali di guarigione e purificazione. E' utile anche nei rituali officiati per ottenere denaro e può essere usata come talismano quando si fa un colloquio di lavoro, in quanto protegge contro la pobertà.

Pozioni.
Filtro afrodisiaco. Prendere un ottimo litro di vino bianco e mettervi a macerare 30 grammi di fiori di centaura e 30 grammi di fiori di menta, la buccia di un limone e 7 chiodi di garofano per un mese, quindi filtrare. Conservate in una bottiglia di vetro scuro.
Pozione protettiva. Lasciare 100 grammi di fiori di iperico, 10 foglie di salvia, 10 foglie di alloro e 30 grammi di fiori di menta in un litro di vino rosso per un mese. Filtrare accuratamente e usate questo vino con parsimonia quando vi sentite minacciati.
Pozione contro gli sbalzi d'umore. Si prendono 30 grammi di fiori di lavanda, 10 grammi di polvere di noce moscata, 30 grammi di fiori di biancospino, 10 grammi di fiori di rosmarino e 20 grammi di fiori di menta e si lasciano in infusione in un litro di acqua appena bollita per tutta la notte, coprendo il recipiente con un coperchio, poi si filtra. Si può bere durante tutto il giorno.

Bagni. L'olio essenziale di menta favorisce la disponibilità al dialogo e l'apertura verso l'amore di una singola persona o dell'umanità. Viene usato nei rituali per placare conflitti e litigi, per riavvicinare coppie in crisi e per “ammorbidire” le resistenze di un avversario.
Bagno di scarico dopo un rituale. 20 gocce di olio essenziale di menta e 10 gocce di olio essenziale di basilico con 2 cucchiai di sale grosso nell'acqua del bagno tolgono la stanchezza dopo un rituale impegnativo.
Bagno di preparazione all'amplesso. Si prendono 50 grammi di fiori di menta e si lasciano in infusione in un litro di acqua appena bollita, coprendo il recipiente con un coperchio, lasciando riposare fino a farla raffreddare,poi si filtra. Durante il filtraggio di deve strizzare bene il residuo per non perdere nemmeno un poco dei principi attivi della pianta. Unite la decozione all'acqua del bagno assieme ad un cucchiaio di zucchero e a 3 di sale fino.
Bagno per aumentare il proprio desiderio. Potete mettere alcune gocce, non più di una ventina, di questo olio essenziale, nell'acqua del bagno assieme a 10 gocce di olio essenziale di geranio e 10 gocce di olio essenziale di verbena.

Oli.
Per favorire la guarigione. 2,5 ml di olio essenziale di vaniglia, 2,5 ml di olio essenziale di menta, 2,5 ml di olio essenziale di geranio.
Olio magico alla menta. Mettere a macerare in un litro di olio 200 grammi di fiori di menta per un mese. Tenete il vaso bene esposto al sole e trascorso questo tempo filtrare l'olio e conservatelo in bottiglie di vetro scuro. Potete usarlo per ungere le candele o per vostra protezione.

Talismani.
Sacchetto di magia per attirare l'amore. Preparate un sacchettino rosso, inserite all'interno dei petali di rosa e lavanda essiccati, 7 foglie di menta, un rubino, una conchiglia e un foglietto con scritta la vostra intenzione. Ad esempio potete scrivere: “La persona che mi è destinata arriva a me.” Portatelo appeso al collo oppure in tasca.

Incensi.
Miscela di erbe per al purificazione di una casa. Una parte di grani d'incenso, una parte di fiori di lavanda, una parte di foglie di menta, 7 grani di pepe, una parte di aghi di pino, olio essenziale di iperico.
Incenso per sconfiggere la paura di non meritare amore. 7 petali di rosa rossa, qualche pezzetto di legno di sandalo, 7 foglie di menta, 7 foglie di basilico, 13 grani di incenso e 13 grani di mirra.


Fonte Il Grande libro delle Piante Magiche, Laura Rangoni
!Nessuna di queste attività, magiche o meno, può influenzare direttamente o indirettamente la volontà di una determinata persona!

mercoledì 12 dicembre 2012

MWL 5#: Alfabeto di strega: L- come LAVANDA

LAVANDA

Altri nomi: spigo, nardo
Famiglia: labiate
Caratteristiche: ha caratteristici fiori di colore che varia dal blu al viola a forma di spiga, con fogliame aghiforme di colore argentato. E’ una delle piante più conosciute e coltivate.
Habitat: cresce sia in riva al mare sia in montagna e predilige i terreni rocciosi.
Fioritura: estate
Parti utilizzate: fiori
Raccolta: in estate e inizio autunno

Curiosità. Un uso molto comune dei fiori di lavanda è appenderla in sacchettini di tela dentro agli armadi o nei cassetti per profumare vestiti e biancheria.
Nel 1700 veniva considerata portentosa nella cura delle malattie nervose.
La leggenda dice che le vipere amino nascondersi sotto le foglie di lavanda e per questo motivo bisogna essere molto prudenti nell’avvicinarsi.
Il suo nome deriva dal latino lavare e dipende dal fatto che i Romani ne usavano moltissima per fare i bagni e profumare l’acqua delle terme.
Si pensa che la lavanda abbia la virtù di restituire la parola a chi l’ha perduta per un trauma.
Nell’antica Roma era sacra alla dea Vesta e le Vestali se ne cingevano il capo in occasione dei riti.
La tradizione popolare dice che se si mettono delle spighe di lavanda nel corredo della sposa, la sua vita sarà felice e rilassata (“lavanda”).
Nell’antico Egitto la lavanda era usata come componente di un unguento che si scioglieva lentamente con il calore del corpo e lo profumava. Similmente la lavanda veniva incorporata anche alle lucerne per profumare i luoghi di culto.
Nel 700 si faceva fiutare l’essenza di lavanda in caso di svenimento.
Nel Medioevo i profumi a basa di lavanda erano molto pregiati e soprattutto in Inghilterra esistevano camere di distillazione nelle dimore dei nobili usate appositamente per trarre l’essenza di lavanda. Questa pare fosse molto amata dalla regina Elisabetta che ne caldeggiò la coltivazione.
Il miele prodotto dalle api che succhiano i fiori di lavanda è molto aromatizzato e ricco di sostanze che servono per curare l’anemia, infatti contengono molto ferro.
I cacciatori delle Alpi sostengono che strofinando i fiori di lavanda sui morsi della vipera il veleno viene neutralizzato. Per questo motivo si portano sempre in tasca alcune spighe quando escono per le battute di caccia.
Nel “Nuovo erbario contenente gli effetti, i nome e le differenze delle erbe che crescono nel territorio tedesco”, pubblicato a Strasburgo nel 1539, si dice che la lavanda debba il suo nome al fatto che solitamente viene usata per lavarsi il corpo e la testa.

Usi magici. La lavanda è una pianta molto potente, usata nei rituali di purificazione, per allontanare negatività, sfortuna e malumore.
Inoltre favorisce la felicità, l’amore, il raggiungimento della pace interiore, tanto che chi si sente agitato o infelice può usare un profumo a base di lavanda per migliorare il tono dell’umore e vedere la vita in modo più sereno e realistico.
Se usata assieme ad altre erbe ne aumenta l’efficacia. Se portata addosso aumenta la forza fisica e la resistenza alla stanchezza.
Se fatta seccare in un mazzo appesa dietro la porta protegge gli abitanti della casa.
-Tintura per l’armonia. Prendete un pugno di capolini di camomilla, un pugno di fiori di lavanda, un pugno di fiori di caprifoglio e metteteli a macerare in 500 ml di alcol puro per 40 giorni. Filtrate accuratamente questa tintura e conservatela in una bottiglia scura. Versatene poche gocce nel diffusore perché è molto potente, e in breve ristabilirà l’armonia in luoghi dove vi sono energie negative dovute ad esempio a liti o discussioni.
E’ molto attiva negli incantesimi di attrazione (successo e fortuna) ma anche nel combattere i legamenti d’amore.

Pozioni.
-Filtro per rilassare. Prendete un cucchiaio di fiori di lavanda e lasciateli in infusione per 5 minuti in una tazza di acqua bollente, poi filtrate. Potete berne 2 tazze al giorno, eventualmente dolcificato con un poco di miele.
-Pozione contro l’irritabilità e il nervosismo. Portate ad ebollizione una tazza di acqua, quindi versatevi un cucchiaio di fiori di lavanda e uno di fiori di gelsomino e lasciateli in infusione per 10 minuti. Quindi filtrate, dolcificate e bevetene 3 tazze al giorno lontano dai pasti.
-Pozione per il mal d’amore. Per ottenere un buon filtro contro la malinconia e il dolore di un amore finito si devono mettere 50 grammi di fiori di lavanda e 20 grammi di cime di abete in un litro di grappa per 40 giorni. Trascorso questo tempo si filtra e si emulsiona il liquore con uno sciroppo ottenuto con mezzo litro di acqua e 300 grammi di zucchero. Una volta miscelato il liquore, lo si deve far riposare un mesetto, poi si può bere nella misura di un bicchierino 2 volte al giorno.

Bagni.
-Bagno purificante dalle negatività. Si mettono a bollire una manciata di fiori di angelica, iperico, lavanda e rosmarino in un litro di acqua, e si lasciano in infusione per 10 minuti, quindi si spegne il fuoco e si lascia raffreddare. Infine si filtra e si unisce il decotto all’acqua del bagno. E’ importante restare a bagno il più possibile, in acqua abbastanza calda, e ripetere il bagno tutti i giorni per una settimana in caso ci si senta minacciati da eventi negativi, invidia eccetera. Se si è tristi e depressi, bisogna fare un bagno caldo e mettere nel’acqua alcune gocce di olio essenziale di lavanda, in questo modo la nostra malinconia si scioglierà nell’acqua e ci lascerà.
-Bagno di purificazione prima dell’iniziazione. Questo bagno di purificazione viene effettuato mettendo nell’acqua 3 cucchiai di sale grosso, 3 gocce di olio essenziale di lavanda, 3 gocce di olio essenziale di rosmarino e un cristallo.

Oli.
-Olio alla lavanda. Questo olio può essere molto utile per ungere le candele in rituali di purificazione. Lasciate a macerare per un mese intero 200 grammi di fiori freschi di lavanda in un litro di olio di oliva. Conservate questo olio in un vaso ermetico ed esponetelo al sole, quindi filtrate e conservate in bottigliette di vetro scuro.
-Olio essenziale di lavanda. L’olio essenziale di lavanda, che si compra comunemente in erboristeria, può essere usato sia nell’acqua del bagno per ottenere un effetto rilassante e tonificante, sia nel calorifero per profumare, purificare e disinfettare l’aria.
-Olio di ringraziamento per la Dea. 2,5 ml di olio essenziale di garofano, 2,5 ml di olio essenziale di gardenia, 2,5 ml di olio essenziale di rosa, 2,5ml di olio essenziale di lavanda.
-Olio per entrare in contatto con gl’esponenti del Piccolo Popolo. 2,5 ml di olio di mandorla, 2,5 ml di olio essenziale di lavanda, 2,5 ml di olio essenziale di geranio.
-Olio per la protezione delle persone. 2,5 ml olio essenziale di basilico, 2,5 ml di olio essenziale di rosmarino, 2,5 ml di olio essenziale di lavanda.

Talismani.
-Sacchetto magico per aumentare la propria energia fisica e psichica. Per aumentare l’energia si può confezionare un sacchetto di stoffa azzurra (seta o cotone, mai sintetica) con, in parti uguali, corteccia di agrifoglio e bacche, fiori di ginestra, lavanda e qualche grano di pepe nero.
-Sacchetto magico per rafforzare e rinsaldare l’amicizia. Prendere un poco di stoffa bianca, seta o cotone (mai sintetica), cucitela ai lati e chiudetela con un nastrino dello stesso colore. All’interno del sacchetto ponete 7 capolini di camomilla, un nastro lilla, tre spighe di lavanda, un pezzetto di quarzo rosa.
-Talismano per la protezione dei bambini. Raccogliere 3 ramoscelli di quercia, 3 di pino e alcune spighe di lavanda, riuniteli con un filo di ferro, poi legateli con un nastro rosso. Sotto al talismano attaccate dei campanelli color argento per chiamare le fate a protezione dei vostri bambini.
-Talismano per propiziare la fortuna. Un ciuffo di artemisia per allontanare gli influssi negativi, un rametto di nocciolo, alcune spighe di lavanda e un rametto di agrifoglio canno legati prima con un poco di filo di ferro, poi con un nastro dorato. Appendete questo talismano nel luogo dove rimanete più ore al giorno.
-Sacchetto magico per trovare un lavoro. Prendere un poco di stoffa gialla o dorata, seta o cotone (mai sintetica), cucitela ai lati e chiudetela con un nastrino dello stesso colore. All’interno del sacchetto ponete petali di rosa, foglie di basilico, 3 spighe di lavanda, 3 monete di rame, un pezzetto di topazio o di pirite.
-Sacchetto per attirare l’amore. Preparate un sacchettino rosso, inserite all’interno dei petali di rosa e lavanda essiccati, una pietra di colore rosso (tipo rubino), una conchiglia e un foglietto con scritta la vostra intenzione. Ad esempio potete scrivere: “La persona che mi è destinata arriva a me”. Portatelo appeso al collo oppure in tasca.

Incensi.
-Incenso di purificazione abituale. Un pizzico di foglie di rosmarino, un pizzico di aghi di pino e uno di fiori di lavanda.
-Incenso per rituali d’amore. 7 grani d’incenso, 7 petali di rosa rossa, 3 pizzichi di fiori di lavanda e 13 gocce di olio essenziale di verbena. Bruciate questo incenso come offerta alla Dea durante rituali che riguardano questioni d’amore.
-Incenso per rituali di purificazione di una persona. Tre pizzichi di aghi di rosmarino, 13 grani d’incenso, 3 pizzichi di lavanda e 7 gocce di olio essenziale di tuia. Bruciate questo incenso come offerta alla Dea per purificare il fisico di una persona dopo una malattia, o il suo spirito.
-Per allontanare problemi e negatività dalla propria casa. 7 grani di mirra, 7 petali di rosa bianca, 7 foglie di basilico, 7 gocce di olio essenziale di lavanda.
-Incenso di primavera (per pulire la casa dopo l’inverno). Una parte di alloro, una parte di benzoino, una parte di lavanda, una parte di cedro, un pizzico di timo.
-Miscela di erbe per rafforzare l’amore. Una parte di grani di incenso, una parte di petali di rosa rossa, una parte di fiori di lavanda, olio essenziale di verbena.
-Incenso per consacrare gli strumenti magici. 20 grammi di legno di sandalo, 20 grammi di grani di incenso, 10 grammi di aghi di abete, 10 grammi di aghi di rosmarino, 10 gocce di olio essenziale di lavanda.
-Incenso per attirare l’amore sensuale. 20 grammi di legno di sandalo, 20 grammi di grani d’incenso, 13 chiodi di garofano, 10 grammi di petali di rosa rossa, 10 grammi di fiori di lavanda, 10 gocce di olio essenziale di verbena.
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Maschile, Mercurio, Aria
Amore, Protezione e purificazione,felicità,pace
Per le sue virtù difensive e purificatrici rientra nella composizione di numerosi incensi.
E’ molto attiva negli incantesimi di attrazione (successo e fortuna) ma anche nel combattere i legamenti d’amore.
La Lavanda è posta sotto l'influenza di Mercurio e al tempo stesso di Giove.
Bruciata propizia il sonno ristoratore.

La lavanda è un arbusto aromatico sempreverde, originario delle regioni mediterranee occidentali, che appartiene alla famiglia delle Labiate.
Conosciuta anche con i nomi di “fior di spigo”, viene talvolta confusa con la “Lavandula Latifoglia”, assai simile, usata come insettifugo per l’aroma canforato della sua essenza.
La lavanda ho un fusto legnoso alto 40-100 cm.
Le foglie, lanceolate o lineari di colore verde-grigio, sono lunghe 2-5 cm e ricoperte da una sottile peluria.
I fiori viola porporini compaiono da metà estate a inizio autunno e sono raccolti in spighe terminali, lunghe da 5 a 15 cm.
I fiori, sia freschi che essiccati, emanano un aroma dolce, fresco e persistente.

La lavanda è rilassante, antispasmodica, è uno stimolante circolatorio e un tonico per il sistema nervoso.
E’ antibatterica, analgesica, carminativa, antisettica, facilita il flusso della bile, favorisce la cicatrizzazione di piaghe e ferite.
Annusare l’olio essenziale o bere una tazzina di infuso aiuta in caso di nausea, singhiozzo e vomito.
Grazie al profumo intenso, ma nello stesso tempo delicato, può essere usata per preparare una carta profumata da lettera o per rivestire cassetti e armadi.
Per preparare un inchiostro profumato, si immergono i fiori in acqua bollente per 30-45 minuti fino a ottenere un liquido concentrato a cui si aggiunge, una volta scolato, l’inchiostro.
Facendo essiccare all’aria i fiori si possono preparare pacchettini antitarme per profumare armadi e cassetti e bruciando gli steli come se fossero bastoncini d’incenso si può eliminare l’odore di fumo e profumare la casa.

I principi attivi sono: olio volatile contenente acetato di finaline, linaiolo, borneolo, eucaliptolo, cineolo, geraniolo, canfora e limonane; flavonoidi, curarine.

Se ne sconsiglia l’assunzione in dosi elevate sempre e soprattutto durante la gravidanza.

I fiori secchi sono squisiti se canditi oppure aggiunti a marmellate o gelati.

Per preparare l’olio alla lavanda occorre mettere una manciata di fiori in ½ litro di olio di semi di sesamo spremuto a freddo e lasciare macerare per un mese, quindi filtrare spremendo i fiori con l’aiuto di una garza.
Per preparare un olio più concentrato, l’ “ oleolito”, bisogna fare macerare per alcuni mesi 75 grammi di fiori freschi in un quarto di olio extravergine di oliva o di mandorle dolci, quindi filtrare e conservare in una bottiglietta al riparo da luce e calore.

Questi olii sono utilissimi per la pulizia della pelle delicata o impura, contro la cellulite, per le punture di insetti, per eliminare pidocchi, per fare massaggi sul petto in caso di disturbi bronchiali, per massaggiare le tempie in caso di emicranie, per rimediare le piccole ustioni e, infine, annusare l’olio può essere molto utile in caso di mancamenti.

mercoledì 5 dicembre 2012

MWL 5#: Alfabeto di strega: I- come Iside

ISIDE

L'archetipo
Iside appartiene alla categoria delle grandi Dee Madri, in quanto Dea di fertilità che insegnò alle donne d'Egitto l'agricoltura.
Tuttavia le sue imprese e i suoi attributi fanno di Lei l'archetipo per eccellenza dell'anima compagna. La sua devozione ad Osiride fu tale che Lei potè salvarlo dalla morte per ben due volte, ricomponendone i pezzi e restituendogli la vita.
Iside rappresenta la ricerca suprema dell'anima gemella, l'uso consapevole del potere femminile dell'amore e del misticismo.


Il mito

Iside, originaria del Delta, è la grande Dea della maternità e della fertilità nella mitologia egizia.
Forte dei suoi molteplici talenti e della sua magnificenza, Iside è altresì rivelatrice della forza di una donna che ama e del potere della sofferenza che tutto trasforma.
Iside dalle braccia alate, prima figlia di Nut, il cielo che tutto abbraccia, e del dio della piccola terra Geb, nacque nelle paludi del Nilo il primo giorno di uno dei primi anni della creazione.
Fin dal principio Iside rivolse un occhio benevolo sul popolo della terra, insegnando alle donne a macinare il grano, a filare il lino, a tessere e ad addomesticare gli uomini a sufficienza per riuscire a vivere con loro. La stessa Dea viveva col proprio fratello Osiride, dio delle acque del Nilo e della vegetazione che spunta dall’inondazione delle sue rive.
Una volta raggiunta l’età adulta, Iside andò in sposa al fratello Osiride. L’armonia che li circondava era tale che tutti ne rimanevano piacevolmente coinvolti. Le loro giornate scorrevano all’insegna del nutrimento del mondo; i poteri di Iside associati a quelli di Osiride facevano sì che il cibo scaturisse a profusione dal ricco suolo egiziano e dal fertile Nilo.
Le loro notti erano scandite dall’estasi dell’amore; non vi era luna o stella che potesse offuscare la loro passione.


Tutti amavano Iside e Osiride – tutti tranne Set, il loro gelosissimo fratello.
Per porre fine al loro dominio idilliaco, Set assassinò Osiride e ne depose il cadavere in una bara, intorno alla quale, col tempo, crebbe un grande albero.
La Dea, travolta dal dolore si tagliò i capelli e si strappò le vesti soffrendo per la perdita subita. Setacciò ogni angolo alla ricerca del suo innamorato e dopo molto vagare giunse in Fenicia, dove la regina Astarte fu presa da pietà per lei senza tuttavia riconoscerla e la prese come nutrice del principe ancora bambino.
Iside curò tanto bene il piccolo da metterlo come fosse stato un ciocco nel focolare del palazzo, dove la madre, terrorizzata, lo trovò fumante. Essa afferrò il piccolo e lo estrasse dalle fiamme, annullando in tal modo la magia che Iside stava effettuando su di lui per dargli l’immortalità. Iside fu chiamata a spiegare il suo comportamento e così venne rivelata l’identità della Dea e raccontata la sua ricerca. Allora Astarte ebbe a sua volta una rivelazione: che il fragrante albero di tamarindo nel giardino conteneva il corpo del perduto Osiride.
Iside riportò finalmente il cadavere in Egitto per sepellirlo ma il malvagio Set non si diede per vinto: animato dalla più feroce crudeltà, tagliò Osiride in quattordici pezzi che sparpagliò attraverso l’Egitto.
Senza perdersi d’animo, Iside si trasformò in uccello e percorse il Nilo in lungo e in largo, raccogliendo ogni frammento di Osiride. Nel collocare ciascun frammento l’uno accanto all’altro, servendosi della cera per unirli, Iside si accorse che mancava il fallo di Osiride; per questo motivo, essa ne plasmò uno nuovo usando l’oro e la cera.
Successivamente, grazie ai suoi poteri magici, Iside fece rivivere Osiride per un breve lasso di tempo. Fu in questa occasione che inventò i riti di imbalsamazione per cui gli egizi sono ancora famosi e li eseguì sul corpo di Osiride, pronunciando delle formule magiche: il dio risorse vivo come lo è il grano dopo le inondazioni primaverili in Egitto. E la magia del loro amore le permettè di concepire un figlio suo.
Quel bambino, il dio Horus con la testa di falco, divenne forte e possente – e la sua forza lo spinse a vendicarsi di Set per l’assassinio di Osiride. Ma Iside, madre di tutte le cose, non gli permettè di distruggerlo fino in fondo.
Su Iside esiste un altro racconto.
Decisa ad avere il potere su tutti gli altri dei, essa forgiò un serpente e lo mandò a mordere Rà, il maggiore degli dei. Ammalatosi e sempre più debole, Ra mandò a chiamare Iside perché applicasse i suoi poteri curativi alla ferita. Ma la Dea dichiarò di non avere il potere di liberarlo dal veleno se non sapeva il nome segreto del dio, il suo nome di potenza , la sua essenza. Ra esitò e tergiversò, ma diventava senpre più debole. Infine in preda alla disperazione fu obbligato a bisbigliare il nome a Iside. Lei lo guarì ma Rà aveva pagato il prezzo per darle un potere eterno su di lui.

l culto
Il culto e la religione di Iside-Osiride fu molto lunga (migliaia di anni) e subì forti variazioni fra la forma antica, 3000 AC e la forma ellenistica con misteri e iniziazioni (500 AC, di cui abbiamo notizie da Plutarco).
Iside fu una delle divinità più famose di tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Dall'epoca tolemaica la venerazione per la dea, simbolo di sposa e madre e protettrice dei naviganti, si diffuse nel mondo ellenistico, fino a Roma. Da qui il suo culto, diventato misterico per i legami della dea con il mondo ultraterreno e nonostante all'inizio fosse ostacolato, dilagò in tutto l'impero romano.
Quando era nata in egitto, il nome della Dea era Au Set che significa regina eccellente o semplicemente spirito. Ma i greci colonizzatori alterarono la pronuncia fino a farne il nome familiare Iside, un nome che venne usato per generazioni allorchè il culto della Dea si diffuse dal delta del Nilo alle rive del Reno. Come Ishtar, anche Iside assume le identità di dee minori finchè fu riverita come la Dea universale della cui femminilità totale le altre dee rappresentavano solo dei singoli aspetti.
Essa divenne la signora dai diecimila nomi il cui vero nome era Iside.
Poi crebbe diventando Iside panthea (tutte le dee).
Durante il suo sviluppo nell' impero romano il culto di Iside si contraddistinse per processioni e feste in onore della dea molto festose e ricche. Le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell' influenza del culto autoctono di Vesta, dedicavano talvolta la loro castita' alla dea Iside.
Nella forma più antica invece, Osiride era la Luna e Iside la natura, Urikkitu, la Verde. Ma in seguito essa divenne la luna – sorella, madre e sposa del dio della luna.
Era la moglie dolente e tenera sorella, era colei che apportava la cultura e dava la salute.
Era il trono e la quindicina di dee. Era una forma di Hathor oppure questa era una sua forma. Era anche Meri, la dea del mare e Sochit il campo di grano. Ma rimase eternamente per i suoi fervidi seguaci la venerata dea che era essa stessa tutte le cose e che aveva promesso: “vivrete nella grazia, vivrete gloriosi nella mia protezione e quando avrete compiuto tutto il tratto di via che vi è stato assegnato e scenderete nel mondo sotterraneo, anche lì vedrete me, così come mi vedete ora, splendente… e se vi mostrerete obbedienti alla mia divinità, saprete che io sola vi ho permesso di estendere la vostra vita al di là del tempo assegnatovi dal vostro destino”.
Iside che vinse la morte per riportare il suo amato alla vita, può con altrettanta facilità abolire la morte per i suoi seguaci pieni di fede. Solo l’onnipotente iside era colei che poteva proclamare: io vincerò il fato.

Attributi
Iside, La luna, è anche Madre Natura, che è sia buona che cattiva. Tollera tutte le cose, proprio come nel mito non permette a Hor di distruggere fino in fondo il Tifone-Set, in quanto crescita e decadenza sono le componenti inevitabili della natura.
Iside viene mostrata mentre decreta che non potrebbe esserci armonia perpetua, se il bene fosse sempre nell’ascendente. Essa, al contrario, delibera che vi sia sempre un conflitto fra le potenze della crescita e quelle della distruzione.
Iside aveva due aspetti: Natura e Luna. Essa era la madre, la creatrice, la nutrice di tutto, ed era anche la distruttrice.
Il suo nome, Iside, significa antico ed era chiamata anche Maat, che significa Conoscenza o Sapienza.
Iside è Maat, la Sapienza Antica. Ovvero la sapienza delle cose come esse sono e come sono state sempre, la capacità innata, intrinseca di seguire la natura delle cose sia nella loro natura presente sia nel loro inevitabile sviluppo nel rapporto reciproco. E’ la sapienza dell’istinto.
Iside era vergine e madre, spesso rappresentata col bimbo in braccio.
Iside, nel periodo del lutto, era vestita di nero, oppure era essa stessa nera. Come la vergine nera dei santuari europei, che le è così strettamente collegata, essa era una Dea della guarigione.
Di Iside era detto: “dove tu guardi pietosa, l’uomo morto ritorna in vita, il malato è guarito”.
Le statue nere di Iside possiedono anche un altro significato. Plutarco dice che “tra le statue quelle con le corna sono rappresentazioni della sua luna crescente, mentre quelle vestite di nero i modi occulti e nascosti in cui essa segue il Sole – Osiride – e brama di unirsi con lui. In conseguenza a ciò essi invocano la luna per le questioni amorose e Eudosso dice che Iside regna sull’amore.”


Il velo di Iside
Il velo colorato di Iside è simile al velo di Maya di cui parla la filosofia indiana.
Esso rappresenta le molteplici forme della natura nelle quali è rivestito lo spirito.
L’idea è che lo Spirito Creativo si rivestì in forme materiali di grande diversità e che l’intero universo che noi conosciamo fu fatto in questo modo, è cioè la manifestazione, sotto forma materiale, dello spirito del Creatore.
Plutarco disse : Iside è il principio femminile della natura e quello che è in grado di ricevere tutto ciò che è creato; a causa di ciò è stata chiamata “Nutrice “ e “Omni-ricevente” da Platone…
Perciò la veste o velo di Iside è la forma continuamente mutevole della natura, la cui bellezza e tragedia vela ai nostri occhi lo spirito. Questo perpetuo gioco reciproco nel mondo manifesto, che comprende gli oggetti esterni, gli alberi, le colline, e il mare, come pure gli altri esseri umani ed anche noi stessi, i nostri corpi, le nostre reazioni emotive, l’intero dramma del mondo, ci sembra possedere una tale realtà assoluta che non pensiamo a metterla in dubbio. Tuttavia in alcuni momenti di particolare intuizione, indotti forse dal dolore o dalla sofferenza o da una grande gioia, possiamo improvvisamente renderci conto che ciò che costituisce l’ovvia forma del mondo, non è quella vera, quella reale.
E’ detto che l’essere vivente viene afferrato nella rete o velo di Iside, e ciò significa che alla nascita dello spirito, la scintilla divina che è in ognuno, fu incorporata o afferrata nella carne.

Iconografia
Iside è spesso simboleggiata da una vacca, in associazione con Hathor, ed è raffigurata con le corna bovine, tra le quali è racchiuso il sole. Nell'iconografia è rappresentata spesso come un falco o come una donna con ali di uccello e simboleggia il vento. In forma alata è anche dipinta sui sarcofagi nell’atto di prendere l’anima tra le ali per condurla a nuova vita. Solitamente viene raffigurata con una donna vestita, con in testa il simbolo del trono, che tiene in mano un loto, simbolo della fertilità. Frequenti anche le rappresentazioni della dea mentre allatta il figlio Horo. Il suo simbolo è il tiet, chiamato anche nodo isiaco, che si trova utilizzato per assicurare le vesti egiziane. L'esatta origine del simbolo è sconosciuta, ma probabilmente rappresenta la resurrezione e la vita eterna.
 
Simboli
Nei rituali pubblici celebrati in suo onore, nella festa della fertilità, e nel mese di Hathor, novembre, erano portati in processione un fallo, rappresentante Osiride, e un vaso pieno di acqua che lo precedeva. La coppa e il fallo sono gli eterni simboli della generazione che ricorrono sempre. Li troviamo nei riti primitivi – la torcia, che è chiamata l’uomo, e la coppa in cui penetra, che è detta la donna. Il foro nella terra al centro dell’accampamento in cui ogni soldato romano gettava la sua lancia; il calice del santo graal, nel quale era conficcata una lancia che faceva gocciolare eternamente sangue, la sacra fonte battesimale fertilizzata dall’immersione della candela accesa.


Rito di Iside : la trasformazione di Osiride
Come accade da tempo immemore, l’intensa vicenda di Osiride dona forza e speranza alle donne afflitte dalla perdita dell’amato compagno. Essa ci svela in che modo possiamo far scaturire la speranza dall’abbandono – come è avvenuto attraverso la mistica resurrezione di Osiride operata da Iside.
Nell’antico Egitto, il mito di Iside e Osiride veniva proposto ogni anno nell’ambito di un sontuoso rito in segno di lutto. Questa cerimonia costituiva uno dei più importanti riti religiosi, che permetteva a chi ne prendeva parte di sperimentare le dolorose emozioni della dea mentre ricercava spasmodicamente il marito-fratello, che poi avrebbe pianto con strazio immane. Gli astanti percepivano altresì la gioia in seguito alla rinascita di Osiride nelle sembianze del figlio Horus.
Quando non si è manifestato appieno il riconoscimento del dolore, esso fluisce in tutti gli altri aspetti della vita, tingendola di nero. La sofferenza di Iside durante la disperata ricerca di Osiride da un capo all’altro del Nilo è indicativa del cupo viaggio che dobbiamo intraprendere per affrontare il dolore e trasformarlo.
Onde favorire la trasformazione della pena che vi affligge, plasmate un piccolo cuore – il vostro cuore infranto – utilizzando un foglio di allumnio. Mentre scolpite questo talismano, pensate a Iside e alla sua vicenda, ma pensate anche alla vostra vicenda. Fate confluire nella vostra energia tutto il dolore del vostro cuore infranto, con la saggezza che ne deriva.
Riempite quindi una ciotolina a fondo piatto con dell’acqua salata come le lacrime. Al centro della ciotolina, ponete una candela larga e massiccia. Accendete la candela. Dopo che si sarà sciolta una minuscola quantità di cera, intingetela nel vostro talismano a forma di cuore. Immaginate che la cera stia ricomponendo i frammenti del vostro cuore, come ha fatto con il corpo di Osiride. Nel fare ciò, dite:

Lacrime in acqua salata, cera in metallo
Iside, fai cessare le mie lacrime, trasforma il mio dolore.
Guarisci il mio cuore perché possa amare ancora.


A questo punto spegnete la candela.
Ripetete il rito della candela con il vostro talismano per quattordici notti, aggiungendo man mano l’acqua salata che occorre. Trascorso questo periodo, prendete il cuore coperto di cera e seppellitelo vicino ad un albero affinché Iside lo possa trovare e guarire, come ha fatto con Osiride. Infine versatevi sopra la rimanente acqua salata.

domenica 25 novembre 2012

MWL 5#: Alfabeto di strega: H- come HAGAL (runa)

HAGAL  
 
Hagal: Grandine, bufera, rottura. Questa runa può essere interpretata come un monito che opera nel nostro subconscio per avvertirci che è ora di produrre un cambiamento amaro ma necessario. Un cambiamento da una storia passata, problemi non risolti e lezioni mai imparate. Hagal ci insegna che è ora di affrontare i problemi e riconoscerli in modo da non trovarsi impreparati davanti agli eventi improvvisi e ritrovare la forza di proseguire il cammino.
 
HAGALAZ (grandine)
Questa runa ha tre diverse espressioni, poiché la sua valenza è così polivalente che abbraccia una serie di significati che vanno dal mondo fisico al mondo spirituale. Rappresenta la grandine, ovvero la potenza della natura, la furia devastatrice che scuote la natura stessa con tanta violenza da sentire essa stessa unica e indissolubile e noncurante delle piccole cose dell’animo umano. La grandine ha una valenza da prima di distruzione, poi di entropia del caos e infine di morte infinita e desolatrice. Se analizziamo i simboli che racchiudono questi tre significati possiamo renderci conto che questa runa ha una particolarità, quella di essere composta da altre rune.
Nella prima forma a) la runa appare nella sua nudità, ovvero nella espressione pura, quella che sicuramente in maniera più antica era raffigurata. Rappresenta la forza primordiale della natura, lo scroscio delle tempeste che sbattevano le campagne e le capanne dei druidi. In questa espressione il significato divinatorio sicuramente porta a pensare ai tormenti dell’anima, alle violente tempeste che si possono creare nella vita dell’uomo, ai dubbi, alle visioni pessimiste del futuro,nel vedere il proprio lavoro essere distrutto, per poi non lasciare più nulla. Questa runa quindi ci mette in guardia, ci pone di fronte ad una scelta, quella di poter guardare imperversare la tempesta oppure di correre al riparo e di mettere al riparo il nostro lavoro o il nostro animo da cose che non si sa se essere nocive o positive.
Nella seconda forma b)Hagal si comincia a notare una sovrapposizione di più rune, mantiene la forma originale di verso, ma all’interno vediamo che appare il Nauthiz, la runa dell’equilibrio, ripetuta due volte e speculare. Infatti possiamo intuire che durante la grandine molte delle vecchie appendici, come i famosi rami secchi, cadono spinti dai forti venti, oppure le piante malate o deboli periscono mondando da questi fardelli le piante sane e in via di sviluppo, in modo da poter aver spazio per rigenerarsi e approfittare di sentirsi più libere di crescere. Il Nauthiz, rappresentando l’equilibrio, viene posto di fronte al suo uguale e contrario; equilibrio e disequilibri si pongono l’uno di fronte all’latro e si equivalgono in potenza creando la materia e l’antimateria allo stesso tempo, formando e distruggendo allo stesso tempo. Così questa runa nel divino linguaggio simboleggia la possibilità di togliersi vecchi fardelli da dosso e poter aspirare ad avere una nuova visione della vita, ma ancora scossi dai dubbi del passato. Spesso, e questo lo dico per esperienza personale, non è facile tagliare i rami secchi e questa runa provoca molto dolore alla persona o alla comunità che può dopotutto convincersi ad avere ancora bisogno di quella persona o di quel difetto che risulta essere una realtà che ci blocca e che non ci lascia crescere. E’ la furia della tempesta che fa sentire la sua potenza nel mondare la terra di ciò che non ha bisogno e quindi spiana la strada alla desolazione che precede la vita, facendo in modo di curarsi dalle malattie dell’anima.
La forma c) è la tesi finale del percorso di questa runa. E’ la quiete dopo la tempesta. La sua forma è l’insieme di due rune il Gebo, che abbiamo già trattato e l’Isa, la runa del gelo, il ghiaccio. E’ tutto ciò che è dono negato, ovvero la morte, l’assenza di movimento e di nascita, è la natura che ferma cerca di riprendersi dalla sfuriata, è la terra che prima di essere smossa dal seme è inerme e tacita. E’ la contemplazione stessa della solitudine che spesso si sente dopo aver perso un amico, è la mancanza dopo che ci è morto qualcuno di caro. E’ il substrato migliore per ricominciare da capo. E’ la morte per poi rinascere.
Questa sicuramente è la runa più complicata e dura di questo strumento di comunicazione che gli dei ci hanno affidato. Mette a dura prova la resistenza della fragile psiche umana e della possibilità di reggere ad avvenimenti che sconvolgono la vita di ognuno di noi. Ma lo sappiamo tutti, iniziati e non, che senza aver sconfitto i demoni del passato non possiamo affrontare fiduciosi il futuro, e senza aver prima tolto i rami secchi non si può pensare di crescere tendendo le nostre braccia verso il cielo, come già da miliardi d’anni ci insegnano gli alberi.