domenica 25 novembre 2012

MWL 5#: Alfabeto di strega: H- come HAGAL (runa)

HAGAL  
 
Hagal: Grandine, bufera, rottura. Questa runa può essere interpretata come un monito che opera nel nostro subconscio per avvertirci che è ora di produrre un cambiamento amaro ma necessario. Un cambiamento da una storia passata, problemi non risolti e lezioni mai imparate. Hagal ci insegna che è ora di affrontare i problemi e riconoscerli in modo da non trovarsi impreparati davanti agli eventi improvvisi e ritrovare la forza di proseguire il cammino.
 
HAGALAZ (grandine)
Questa runa ha tre diverse espressioni, poiché la sua valenza è così polivalente che abbraccia una serie di significati che vanno dal mondo fisico al mondo spirituale. Rappresenta la grandine, ovvero la potenza della natura, la furia devastatrice che scuote la natura stessa con tanta violenza da sentire essa stessa unica e indissolubile e noncurante delle piccole cose dell’animo umano. La grandine ha una valenza da prima di distruzione, poi di entropia del caos e infine di morte infinita e desolatrice. Se analizziamo i simboli che racchiudono questi tre significati possiamo renderci conto che questa runa ha una particolarità, quella di essere composta da altre rune.
Nella prima forma a) la runa appare nella sua nudità, ovvero nella espressione pura, quella che sicuramente in maniera più antica era raffigurata. Rappresenta la forza primordiale della natura, lo scroscio delle tempeste che sbattevano le campagne e le capanne dei druidi. In questa espressione il significato divinatorio sicuramente porta a pensare ai tormenti dell’anima, alle violente tempeste che si possono creare nella vita dell’uomo, ai dubbi, alle visioni pessimiste del futuro,nel vedere il proprio lavoro essere distrutto, per poi non lasciare più nulla. Questa runa quindi ci mette in guardia, ci pone di fronte ad una scelta, quella di poter guardare imperversare la tempesta oppure di correre al riparo e di mettere al riparo il nostro lavoro o il nostro animo da cose che non si sa se essere nocive o positive.
Nella seconda forma b)Hagal si comincia a notare una sovrapposizione di più rune, mantiene la forma originale di verso, ma all’interno vediamo che appare il Nauthiz, la runa dell’equilibrio, ripetuta due volte e speculare. Infatti possiamo intuire che durante la grandine molte delle vecchie appendici, come i famosi rami secchi, cadono spinti dai forti venti, oppure le piante malate o deboli periscono mondando da questi fardelli le piante sane e in via di sviluppo, in modo da poter aver spazio per rigenerarsi e approfittare di sentirsi più libere di crescere. Il Nauthiz, rappresentando l’equilibrio, viene posto di fronte al suo uguale e contrario; equilibrio e disequilibri si pongono l’uno di fronte all’latro e si equivalgono in potenza creando la materia e l’antimateria allo stesso tempo, formando e distruggendo allo stesso tempo. Così questa runa nel divino linguaggio simboleggia la possibilità di togliersi vecchi fardelli da dosso e poter aspirare ad avere una nuova visione della vita, ma ancora scossi dai dubbi del passato. Spesso, e questo lo dico per esperienza personale, non è facile tagliare i rami secchi e questa runa provoca molto dolore alla persona o alla comunità che può dopotutto convincersi ad avere ancora bisogno di quella persona o di quel difetto che risulta essere una realtà che ci blocca e che non ci lascia crescere. E’ la furia della tempesta che fa sentire la sua potenza nel mondare la terra di ciò che non ha bisogno e quindi spiana la strada alla desolazione che precede la vita, facendo in modo di curarsi dalle malattie dell’anima.
La forma c) è la tesi finale del percorso di questa runa. E’ la quiete dopo la tempesta. La sua forma è l’insieme di due rune il Gebo, che abbiamo già trattato e l’Isa, la runa del gelo, il ghiaccio. E’ tutto ciò che è dono negato, ovvero la morte, l’assenza di movimento e di nascita, è la natura che ferma cerca di riprendersi dalla sfuriata, è la terra che prima di essere smossa dal seme è inerme e tacita. E’ la contemplazione stessa della solitudine che spesso si sente dopo aver perso un amico, è la mancanza dopo che ci è morto qualcuno di caro. E’ il substrato migliore per ricominciare da capo. E’ la morte per poi rinascere.
Questa sicuramente è la runa più complicata e dura di questo strumento di comunicazione che gli dei ci hanno affidato. Mette a dura prova la resistenza della fragile psiche umana e della possibilità di reggere ad avvenimenti che sconvolgono la vita di ognuno di noi. Ma lo sappiamo tutti, iniziati e non, che senza aver sconfitto i demoni del passato non possiamo affrontare fiduciosi il futuro, e senza aver prima tolto i rami secchi non si può pensare di crescere tendendo le nostre braccia verso il cielo, come già da miliardi d’anni ci insegnano gli alberi.  

MWL 5#: Alfabeto di strega: G- come GIORNO PAGANO DELLA MEMORIA

GIORNO PAGANO DELLA MEMORIA (24 FEBBRAIO)

Il Giorno Pagano della Memoria, cade il 24 Febbraio, giorno in cui l'imperatore cirstiano, Teodosio nel 319, emanò un editto in cui condannava le pratiche pagane.

A quel tempo il cristianesimo era diventato religione di stato da ben 11 anni, e l'imperatore dovette promulgare leggi per fermare le pratiche pagane.
In questa data veniva spento il fuoco Sacro di Vesta, che briciava perennemente a Roma, e ogni anno veniva rinnovato con un rito solenne.

L'idea di celebrare questa giornata nasce dalla Federazione Pagana
Giorno dedicato al ricordo delle radici antiche di tutti i gruppi che si professano pagani, con particolare attenzione al momento in cui è avvenuta l’interruzione, o il tentativo di interruzione, del collegamento tra queste e il mondo moderno. In questa giornata ricordiamo per non dimenticare le avversità che i "pagani" cui noi ci richiamiamo hanno dovuto affrontare per mantenere vivo il proprio sentimento religioso (il loro "fuoco"), ne celebriamo gli sforzi e rendiamo loro omaggio. Non ci limitiamo però al rimpianto: questa giornata deve essere un punto di partenza per una ricostruzione del paganesimo, ricostruzione che non dev’essere semplice ripresa acritica, ma deve partire dalla comprensione dell’essenza del paganesimo antico, dall’analisi dei valori propugnati da esso e dalla scelta di quanto riteniamo applicabile nel mondo moderno.

si è deciso di fissare tale Giorno Pagano della Memoria al 24 febbraio. In questo giorno infatti, nel 391 e.v. (era vulgare, cioè d.C. secondo la dicitura comune) l’imperatore orientale Teodosio promulgò una delle tante leggi da lui emanate contro il paganesimo. A quell’epoca, il cristianesimo era già divenuto religione di stato da 11 anni, ma l’imperatore dovette continuare a promulgare leggi per fermare le pratiche pagane. In questa data avviene un evento particolare, piuttosto importante: si stima che questo giorno venisse spento il fuoco sacro di Vesta, che bruciava a Roma ininterrottamente dalla sua fondazione e che ogni anno veniva rinnovato con un rito solenne.

Il fuoco è ritenuto sacro da tutte le religioni "pagane" e quella romana non faceva eccezione; lo spegnimento del fuoco di Vesta in maniera così violenta (in passato altri culti si erano estinti per mancanza di praticanti, ma si era trattato sempre di un passaggio "indolore" e nuovi culti si erano sostituiti ai vecchi senza negarli né disprezzarli) segna l’inizio di un processo di conversione più o meno forzata dell’Europa, in cui lo spegnimento dei fuochi sacri, o l’abbattimento degli alberi sacri o delle pietre, o il rogo dei templi e delle statue, sono l’aspetto più evidente della repressione violenta di tali religioni antiche. Questo accade in tutta Europa per circa un millennio, fino allo spegnimento del fuoco di Perkunas nel tempio di Vilnius, nel 1386, con la conversione della Lituania, ultimo paese pagano in Europa.

Per questo motivo, tra le tante proposte, che comprendevano il 28 febbraio, data dell’editto di Teodosio che rende il cristianesimo la religione di stato, e il giorno del martirio di Ipazia, è stato scelto il 24 febbraio, che marca l’inizio del processo di "cancellazione" (non sempre riuscito) del paganesimo. Naturalmente, ogni gruppo pagano in Europa potrebbe scegliere un proprio giorno della memoria in base alla storia del proprio paese o della specifica religione, ma un giorno unico per tutta l’Europa è importante anche nell’ottica di far sentire più forte le voci pagane.

fonte: www.giornopaganomemoria.it

MWL 5#: Alfabeto di strega: F- come FREYA

Freya
Benedetta sia la dea dell’Aurora scintillante
Freyja, la Bellissima,
La piu Appassionata delle Regine.
Insegnimi i misteri dell’autentica passione del cuore.
Mostrami i segreti del wyrd.
Cammina con me nella luce delle stelle.
Io accendo questa candela
in una ardente offerta a Te,
Freya, dea del fuoco etereo.


Freya è probabilmente la più nota e più amata delle dee nordiche oggi. Il suo nome significa semplicemente "la Signora" e una volta era un titolo piuttosto che il suo nome originale. Freya è la donna selvaggia fra le divinità del nord.

Il giorno Venerdì in inglese (Friday) prende il nome da lei.

Figlia di Njordhr e Skadhi, (massima divinità dei Vani e signore dei naviganti), sorella di Freyr e sposa di Od.
Famosa per la sua bellezza, è la dea dell'amore soprattutto sessuale,della fertilità. È considerata un dea oltre che di amore, di profezia e di magia. Ha l'aspetto di una guerriera, è dunque anche una dea di guerra, infatti le spettano la metà dei caduti in battaglia, che ella riceve nel suo palazzo chiamato "Sessruminr" (Ricco di Seggi).

Freya vive nel bel palazzo Folkvang (" campo della gente "), un posto in cui le canzoni di amore vengono cantate.

Del suo abbigliamento è famosa Brisingamfn "Collana dei Brisinghi", forgiata dai nani della stirpe brisinga - il mito viene raccontano più sotto in dettaglio - I nani le regalarono anche Hildsuin "Cinghiale da Battaglia" dotato di setole d'oro.

Freya fu in eterno conflitto con Hundia, una vecchia megera che dimorava con gli Asi, e che spinta dalla gelosia nei confronti della bellissima dea, raccontava in giro i particolari della vita sessuale di quest'ultima. Era ancge avversata dai giganti che in alcune storie la rapiscono.

Freya è anche la musa ispiratrice della Mausong un genere di poesia a tema amoroso vietata dalla legge nordica.

Freya si festeggia il 27 Dicembre e il 10 gennaio e il mese di marzo

Aspetto di Freya

Freya è una delle più alte divinità di Asgard, una figura di potere e rispetto anche fra le Walkirie e gli Aesir. Come Dea dell’amore e della fertilità, ella assume una forma che verrebbe considerata bella nella maggior parte del mondo - occhi blu-chiaro, capelli dorati lunghi che cadono oltre la vita e una carnagione perfetta che metterebbe Venere stessa in ombra. Il suo costume può anche essere considerato insolito, consistendo di un vestito di un pezzo stretto, che cade eppena sopra le anche, come pure una coppia di manicotti stacati dal vestito e stivali che salgono fino alle sue ginocchia. Tutto il suo abbigliamento è dello stesso tessuto di verde foresta, ricamato in oro.
Sulla sua testa sta una mitra verde e bianca, lunga un pò sui lati, con una larga striscia verde e due strisce bianche intorno ai lati. Un bordo in oro inoltre copre questa mitra.
Possiede anche un mantello di piume di falco che le permette di volare fra i mondi.



Carattere di Freya
Come uno dei capi principali dell’Aesir, Freya ha la forza della volontà di un comandante - e l'autostima e un senso della propria identità in grado di sostenere il suo volere. Di mente veloce e intelligente, Freya possiede un alto grado di ostinazione e una sicurezza del suo potere e della sua autorità che può sull'occasione condurla ignorare i suggerimenti e la saggezza degli esseri inferiori (siano essi dei o mortali). Freya ad è molto dedicata all’Asgard e all’Aesir e a Odino in particolare, ed è a disposta a combattere fino alla morte e a distruggere chiunque abbia minacciato la sua casa e la sua famiglia. Ciò la rende molto spietata verso il nemico - e verso chiunque ella veda come una minaccia.

Dinamica, impulsiva, altamente estroversa. Appassionata una volta risvegiata sia in amore che per una giusta causa. Aggressiva. Sempre nell’azione e sulla via. Esigenza di una causa e di sfide in cui lanciarsi. Si annoia facilmente. Molto immaginativo ma a volte poco centrata, impaziente ma coraggiosa.

La sua storia

Tradizionalmente, Freya era la figlia del dio Njord di Vanir e ha vissuto fra i Vanir nello Joutenheim per la prima parte della sua vita. Tuttavia, tutto il questo cambiò con linizio della prima guerra fra Aesir e Vanir.
Njord lasciò i Vanir dopo la guerra e andò ad Asgard per offrire i suoi bambini, Freya e Frey, come ostaggi agli Aesir in modo che la guerra non venisse continuata.

Odin fu d’accordo e Njord, Freya e Frey vennero transformati in in Aesir. Freya ha insegnato gli dei molto di quello che sanno su rimedi, pozioni e rune - quelle parti di conoscenza che Odin non aveva avuto quando aveva perso uno dei suoi occhi e si era appeso dal Yggdrasil.
Col tempo Freya è entrata nel ruolo di dea di potere e ha indossato il manto di dea della vita e della morte. Esercita un potere pari a quello di Odino stesso e come tributo prende la metà di tutti i guerrieri che muoiono nella battaglia, mentre gli altri vanno con Odin al Valhalla. Ma sia Freya che Odino sono dedicati alla conservazione del mondo e quando il momento verrà, combatteranno insieme. È Freya che dirige le Valkyrie nella loro missione di raccogliere le anime dei guerrieri morti.

Il suo sposo era Od secondo alcune versioni, Odino per altre (in tal caso Freya viene a sovrapporsi con la dea Friggs moglie di Odino). Un mito racconte che, non trovando più il suo sposo Od, pianse a lungo lacrime di ambra.
Non c’è molto di scritto su Od. Alcuni storici sostengono che Od è un semplicemente altro nome per Odino. La confusione qui sembra ancora girare intorno se Frig e Freya sono la stesso dea. Possiamo supporre che i miti ci abbiano detto che Odino abbia avuto il suoi mondo e sua moglie da cui tornare e Freya ha avuto i suoi impegni con i Vanir. Freya Cerca Od disperatamente, pur sapendo che non può trovarlo perché è diventato Odino e piange le sue lacrime di ambra.
Od, identificato solitamente come Odino, può essere un'introduzione un po'successiva per questioni morali, sarebbe cioé stato introdotto per sostituire il suo consorte originale che sarebbe stato il suo fratello Frey.

Freya a volte è vista come dea di fertilità, ma non ci sono fonti che suggeriscono che sia stata invitata portare la produttività ai campi
Piuttosto, è una dea di ricchezze, le cui lacrime sono oro e le cui figlie sono oggetti preziosi.

Animali totemici

Il falco, i gatti (Freya ha due gatti alati che tirano il suo carro Betulla; si dice che dopo sette anni i gatti venissero liberati e trasformati in streghe), le farfalle, gli uccelli, particolarmente falchi, anche il cuculo Alcuni dicono anche i cavalli (per alcuni neri, cioé diabolici, il che rientra nella demonizzazione di Freya avvenuta colcristianesimo)).
L'albero che è sacro a Freyja è il sambuco. La Rosa sarebbe il suo fiore. Il suo metallo favorito è naturalmente l’oro. La sua pietra è l’ambra.

Freyja ed il Brisingamen

Come Freyja ha ricevuto il Brisingamen nei miti è una storia piuttosto interessante ed unica. Da fonti diverse si trova che Freyja ha volato una notte al regno dei nani. Quattro nani, Alfrigg, Berling, Grerr e Dvalin avevano fatto una collan bellissima. Era la più bella collana che Freyja avesse mai visto e la volle più di ogni altra cosa mai voluta prima di allora. (questa collana d’oro è detta da qualcuno rappresentare la pienezza del suo potere) Freyja ha cominciato a contrattare con i quattro nani che desideravano soltanto una cosa, che ciascuno la avesse per una notte. Per l'unica volta nella sua esistenza Freya si è presentata ai desideri altrui (di solito si occupava esclusivamente dei propri).

Ora ci sono due versioni di che cosa accade dopo questo. Uno è che Loki ruba la collana e dice a Odino a che cosa ha fatto e Odino monta su tutte le furie ed il prezzo affinchè lei lo ottenga indietro è che gli esseri umani facciano la guerra fra di loro. Questo è probabilmente un'aggiunta cristiana più tarda. L'altro è quella in cui Od sparisce per un giorno e lei lo cerca e versa le lacrime di ambra dappertutto mentre lo cerca.

fonte: Il cerchio della Luna

venerdì 23 novembre 2012

MWL 5#: Alfabeto di strega: E- come EMATITE

Ematite

Il nome ematite deriva dalla parola Greca sangue, dato che tagliandola la pietra tende a colorarsi di rosso. Appartiene alla classe degli ossidi. Il colore è un grigio acciaio iridato, con vene colorate e lo si può trovare anche di colore rosso o bruno nelle varietà fibrose e terrose Si trova principalmente in Brasile, USA e un po’ in tutta Europa.

L'ematite è un minerale del ferro (un ossido) presente in natura abbastanza frequentemente. Il nome deriva dal colore rosso, che ricorda quello del sangue, assunto a volte dal minerale, in particolare dalla polvere.

EFFETTI SUL CORPO FISICO:
E’ un potente purificatore ed aiuta a disintossicare il corpo. Stimola la ricostituzione del sangue (in particolare la produzione di globuli rossi e, di conseguenza, aumenta l'apporto di ossigeno ai tessuti) e delle cellule, attiva il cuore e la circolazione sanguina. Facilita l'asimilaione di ferro da parte dell'intestino tenue.
Fortifica i polmoni, il fegato, i reni. Aiuta il processo di rigenerazione dei tessuti nelle malattie e per le ferite. E' molto efficace contro le varici, l’embolia, ed i problemi circolatori. Aiuta a riassorbire meglio gli ematomi ed a calmare le emorragie. Favorisce la guarigione completa delle ferite (aperte) e stimola il corpo (è popolare fra gli atleti e gli sportivi perché infonda energia di base).
Applicata con un cerotto alla base della colonna, dà sollievo in caso di emorroidi.
Facilità il sonno profondo ed aiuta a addormentarsi più facilmente.

EFFETTI SULL'EMOTIVITA' PSICHICA:
L’Ematite stimola la volontà, il coraggio e l'attività in generale. Incita a ricominciare ed a ripartire da zero, a sviluppare la spontaneità, la forza di decisione e il coraggio necessario per vivere. Trasforma le energie negative in positive e stimola il proprio centro energetico. Raccomandata quando una persona necessita di trovare il coraggio necessario per affrontare una situazione che gli risulta difficile da superare.

EFFETTI SULL'ATTIVITA' MENTALE:
L'energia dell'Ematite stimola la concretezza nel prendersi cura dei propri bisogni fondamentali e, quando occorre, aiuta a essere combattivi e grintosi per soddisfare tali bisogni.

EFFETTI SULLA SPIRITUALITA':
Stimola il miglioramento delle proprie condizioni eistenziali, conferisce volontà di vivere e spontaneità.
 USI IN CAMPO ESOTERICO:
Si tratta di una pietra in grado di trasformare le energie negative in positive e di stimolare il proprio centro energetico. Pare non sia una pietra adatta a tutti data la sua forte azione energetica. Non è quindi consigliata a persone nervose o iperattive. L’Ematite rafforza il coraggio e la volontà di agire, incitando a ricominciare da zero, a sviluppare la spontaneità e la forza di decisione necessarie per poter andare avanti nella vita. Si può usare in rito dove una persona deve trovare il coraggio necessario per affrontare una situazione difficile da superare. L'energia dell'Ematite porta concretezza nel prendersi cura dei propri doveri e aiuta ad essere combattivi e grintosi per soddisfarli. Aumenta inoltre la resistenza allo stress ed incrementa l’ottimismo.
Sullo spirito dona serenità verso la vita e voglia di vivere. In più è in grado di rivitalizzare coloro che si sentono vuoti o affaticati. Inoltre migliora l’andamento delle nostre condizioni esistenziali.
Sul corpo è un ottimo disintossicatore. Stimola la produzione di globuli rossi e quindi aumenta l’ossigeno che viene portato ai tessuti. Efficace contro i problemi circolatori, l’embolia e le varici. Facilita il sonno profondo ed è dunque consigliata in caso di insonnia. Inoltre fortifica il fegato e i polmoni.

COME PURIFICARLA: Si può bagnarlo con acqua corrente, ma in questo caso è necessario asciugarlo subito. Se no può essere tenuto sotto il sale grosso per qualche ora o esposta tranquillamente al sole.

SEGNI ZODIACALI: Ariete e scorpione.

CHAKRA: 1° Chakra (Muladhara).


MWL 5#: Alfabeto di strega: D- come DIVINAZIONE

DAGAZ
 
Giorno nella sua compiutezza, trasformazione.Conclude il ciclo iniziatico e il ciclo della generazione. Meditazione, specchio magico, presagio, strega, fantasma. Eredità, denaro. A rovescio : Ritardo e frustrazioni. Persona immobile sulle sue posizioni, meschina e chiusa.
Con rune positive indica successo possibile anche se non in questo momento. Siate pazienti. Non aspettatevi nessun aiuto finanziario, ne' da familiari ne' da banche. La legge in questo momento non puo' aiutarvi, ma controllate bene tutto, forse un cavillo potrebbe tornarvi utile in seguito
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MWL 5#: Alfabeto di strega: C- come CALDERONE.

CALDERONE



  • STORIA

    Il nome del "Calderone" arriva dal latino Càlidus mediante la forma Caliderònem che significa "Grande Caldaia". In inglese è noto come cauldron, in francese chaudron e in spagnolo calderòn.
    La tradizione del Calderone è celtica e lo lega al mito di Cerridwen, la dea-scrofa bianca, patrona della magia. Secondo la mitologia che lo riguarda, il calderone è simbolo di meta magica o spirituale. Questo soprattutto per il treppiede su cui dovrebbe essere appoggiato. La tradizione sostiene infatti che i piedi siano tre proprio perché rappresentino i tre doni dell'awen: ispirazione divina, saggezza e magia. La leggenda che lo tocca, di stampo iniziatico, narrata nel Mabinogion da Lady Charlotte Guest e tradotta dal Libro Rosso di Hergest, una miscellanea di varie composizioni poetiche gallesi, sostiene che Cerridwen, la quale viveva su un'isola al centro del lago Tegid insieme a suo marito Tegid Voel, avesse due figli opposti l'uno all'altro: Creidwy, una fanciulla bellissima e splendente e il povero Afagddu, che, al contrario, era bruttissimo e oscuro (il suo stesso nome dovrebbe significare Eterna Oscurità). Come ogni buona madre decise di rimediare alla disgrazia di aver avuto un figlio così brutto preparando una pozione che gli avrebbe donato (quanto meno) tutti e tre i doni dell'awen, per l'appunto saggezza, ispirazione e magia, compensando almeno in parte il povero Afagddu del torto subito dal destino.
    Raccolto il necessario e seguendo una ricetta contenuta nel libro del mago Virgilio da Toledo, mise a cuocere le erbe magiche nel suo calderone a bagno nell'acqua di fonte per un anno e un giorno (questo era il tempo necessario), aggiungendo erbe di stagione non appena giungeva il momento. A mescolare il potente intruglio mise un ragazzo di nome Gwion Bach (Piccolo Innocente), figlio di Gwreang, che viveva nei pressi di Caereinion raccomandandogli di non berne nemmeno una goccia.
    Naturalmente la dea si assentò proprio quando la pozione era giunta ad adeguata macerazione, e tre gocce, bollendo, schizzarono sul pollice del ragazzo che, istintivamente, le mise in bocca.
    Appena le sue labbra ebbero toccato le gocce, Gwion assorbì automaticamente i doni destinati a Afagddu, e fu colmato immediatamente da una grandissima conoscenza e saggezza, capendo così di essere in grave pericolo perché Cerridwen aveva meditato di ucciderlo non appena la pozione fosse stata pronta.
    In un'altra versione meno "maschile" vediamo come Gwion rappresentasse l'iniziato e Cerridwen impose la presenza al calderone di nove donne che lo sorvegliassero durante il suo lavoro. Una notte la dea e le donne si appisolarono e Gwion ne approfittò per rovesciare il calderone e intingere le dita nel liquido versato, bevendone alcune gocce. Cerridwen, svegliata dal rumore si infuriò in modo terribile, poiché quel semplice gesto aveva in pratica privato a suo figlio il riscatto da lei preparato e il giovane si diede alla fuga inseguito da Cerridwen come una strega urlante. Gwion, grazie ai poteri acquisiti si trasformò in una lepre. La dea, per dargli la caccia divenne un levriero. Gwion Bach divenne così un pesce gettandosi in un fiume, e lei si trasformò in una lontra. Il ragazzo si nascose sotto le sembianze di un passero e lei divenne un rapace. Infine si tramutò in un chicco di grano e si nascose in mezzo ad un mucchio di semi, credendo così di passarla liscia. La Dea, però, si trasformò in una gallina nera e, dopo averlo trovato, lo divorò.
    Quando tornò alle sue sembianze, Cerridwen si scoprì gravida, e al momento di partorire vide che il volto del suo nuovo figlio era quello di Gwion. Affascinata dalla bellezza del bambino non ebbe il cuore di ucciderlo, così lo lasciò a galleggiare su un fiume in una sacca di cuoio; il fagotto andò alla deriva fino a quando rimase impigliato in una diga dove venne trovato accidentalmente da un principe di nome Elphin, figlio di Gwyddno e nipote del re del Galles del nord, che decise di chiamarlo Taliesin, che significa "Fronte leggiadra/lucente" ma anche "Valore inestimabile/puro".
    Più tardi Taliesin divenne il bardo più grande della storia della Gran Bretagna, nonché il druido più saggio che mai aveva camminato sulla terra, in quanto possedeva i doni dell'awen dentro di sé. Il suo nome acquisì così un'importanza maggiore, quando venne nominato Merlino di Bretagna. Come ci fa notare Luciana Percovich nel suo "Oscure Madri Splendenti", Cerridwen torna nella vita del druido sotto forma di Morgana per ricordargli dei suoi limiti.
    Ma c'è un'altra storia della mitologia gallese e irlandese che riporta il calderone. Nel secondo ramo del Mabinogi, quello dedicato ai figli di Llyr, vediamo come sull'Isola del Potenti, dove all'epoca regnava Bran il Benedetto giunge Matholuc, il re d'Irlanda, per chiedere in sposa la sorella del re, Branwen. La giovane rimane subito affascinata e, nonostante il dubbio della famiglia reale di mandarla in sposa ad un re straniero su un'altra isola, alla fine Bran accetta e i festeggiamenti si prolungano. Purtroppo il costume prevedeva che tutti i fratelli della casta reale avessero diritto di essere coinvolti nella decisione e, per combinazione, Evnyssien, fratellastro del re giunto come sventura dal giacere della regina Penardim, sposa di Llyr con il malvagio Euroswydd, che l'ebbe con inganno, non venne coinvolto. Egli detestava e odiava tutti ed era gemello di Nyssien. Il suo nome infatti significa "Diverso da Nyssien". Quando Evnyssien scoprì il fatto compiuto, ancora una volta, senza che fosse stato coinvolto trucidò un guardiano di cavalli del Re d'Irlanda Matholuc e mutilò e seviziò con crudeltà gli stalloni tagliando loro orecchie, code, palpebre e labbra. Questo evento scatenò l'ira del popolo e Matholuc annullò il matrimonio. La testa di Evnyssien, l'unica cosa che poteva saziare la rabbia del popolo, per costume dell'Isola non poteva essere offerta e per amore di Branwen, Bran il Benedetto dovette offrire enormi ricchezze per ripagare il torto e tra esse anche un calderone magico che, secondo la leggenda, era stato portato sulle coste dell'Isola del Potenti da creature non totalmente umane fuggite dall'Irlanda. Il potere del calderone era quello di riportare in vita i morti se i cadaveri fossero stati messi a cuocere al suo interno. Ciò che tornava però non era più un uomo, ma un demone incarnato che avrebbe combattuto con una furia terribile contro i nemici e si sarebbe poi scagliato sui loro stessi creatori una volta che nessun avversario era più in vita.
    Sposa e sposo ripartirono per l'Irlanda e i druidi irlandesi tennero a bada le voci di ciò che era successo perché temevano che il popolo chiedesse una guerra. Pe tre anni Branwen visse come una regina ed ebbe un figlio. Ma la voce prestò cominciò ad affiorare e il re, timoroso di una rivolta, ascoltò il popolo che voleva la sua testa e la bandì a vivere come una sguattera, facendo crescere il figlio Gwern lontano da lei. Dopo tre anni di prigionia, con un incantesimo imparato dalla stessa Rhiannon, Branwen istruì uno stornello a volare verso l'Isola e avvisare i fratelli, per la gioia di Evnyssien che adorava l'idea di vendicarsi, i quali immediatamente si misero in marcia per l'Irlanda per liberare la sorella. Matholuc, vedendoli arrivare, chiese a Branwen cosa potesse calmare le ire del fratello e questa le disse: costruiscigli una casa. Bran accettò e venne istituito un banchetto. Evnyssien, vedendo però i suoi propositi vendetta andare in fumo, durante il banchetto prese il bambino di Matholuc e Branwen e lo uccise gettandolo tra le fiamme e scatenando una battaglia terribile durante il quale il Re d'Irlanda usò il calderone riportando in vita i morti e gettandoli nella mischia.
    In ultimo fu Evnyssien a risolvere le sorti della battaglia; in un lampo di altruismo, dopo aver visto il fratello Nyssien massacrato per salvare la sua vita, si fece gettare nel calderone ancora vivo usando uno stratagemma e questo lo fece esplodere. La distruzione dell'esplosione portò morte ovunque in Irlanda.
    Secondo quanto racconta il Mabinogi, nella versione romanzata di Evangeline Walton: "Era venuto e se n'era andato, quell'essere dall'anima cupa e malata di cui i druidi avevano previsto la mala ventura. Aveva mandato in frantumi il mondo, così come aveva mandato in frantumi il Calderone la cui forma simboleggiava il mondo; e la sua stessa carica di odio, dissolvendosi negli elementi più rapidamente del suo corpo disintegrato, aveva contribuito forse ad avvelenare quei vapori. Ma a nessuno è dato sapere con quali ignote forze la sua essenza si mescolasse e quali poteri si annidassero realmente in quel Calderone di provenienza ultraterrena: il Calderone datore di vita che, sacrilegamente rimosso dal suo posto, era stato trasportato attraverso il Passo della Bocca del Cane e si era trasformato nel simulacro pervertito e avvelenato di se stesso".
    Il Mabinogi parla di questo Calderone come "il Calderone della Rinascita", che quelle due creature ultraterrane portarono via dal Mondo degli Abissi per permettere al genere umano di essere per sempre libero dagli dei, libero di formare da sé il proprio destino. Il Calderone qui prende l'aspetto del luogo dove gli dei creano le anime degli uomini che mandano sulla terra. E' quindi l'espressione più forte e simbolica del ventre divino dove la vita, prima della vita, ha inizio. Ma è uno strumento di forza e benedizione e vita solo nelle mani sagge degli dei. Una volta portato sulla terra diventa quindi un "simulacro pervertito e avvelenato di se stesso". Questo perché solo gli dei hanno il reale potere di creare la vita. Ciò che è morto è morto e ciò che vivo è vivo, ci insegna questa leggenda. Noi possiamo rimettere i pezzi di un cadavere tutti vicini e rianimarli, come facevano loro col calderone, ma quel corpo non sarà mai più un uomo dopo che è morto. Questo stesso principio è quello che ha poi portato alla figura del vampiro, che secondo alcune visioni è un demone incarnato nel corpo di un cadavere che per rimanere incorrotto, si nutre della vita, distruggendola. Nelle mani degli dei quindi, questo strumento diviene la massima rappresentazione della triade rinascita, spiritualità e abbondanza. Secondo la tradizione... chiunque beva dal calderone di Cerridwen, così come Gwion Bach, riceverà, invocandone il potere, saggezza, ispirazione sacra e magia. Al suo interno sono racchiusi tutti e cinque gli elementi: il fuoco che lo cuoce, l'acqua che vi bolle, l'aria che ne evapora, la terra da cui è composto e l'akasha nel suo intero esistere. Nelle mani degli uomini, che non possono comprendere e maneggiare ciò che è divino senza rimanerne annientati, diviene solo la tetra ombra della vita, della rinscita e della spiritualità, quindi morti che risorgono posseduti da demoni terribili che si scagliano sui nemici e poi sugli amici straziandone le carni a mani nude: la distruzione della vita priva della ragione.

  • COS'E'?

    Di base il calderone è una pentola di grosse dimensioni, in genere in ferro battuto o in rame con un grosso manico curvo e mobile che permette di appenderlo ad un gancio sospeso sopra una fiamma viva. La forma del calderone varia di poco. Alcuni sono pressoché delle sfere tagliate in cima all'imboccatura, mentre altri hanno la base appiattita. Le dimensioni possono variare per capienza. Come gli altri strumenti fondamentali associati alle streghe, il calderone è un oggetto comune nelle case di campagna. In un ambito familiare con molti figli è normale dover avere una pentola grande dove poter cucinare per tutti. L'immagine tipica del calderone è quella di rame, molto diffusa nel nord Italia perché è usata per cucinare la polenta, un piatto tipico estremamente povero che tutti conoscono bene nel nostro paese e che è ottenuto mediante la bollitura di farina gialla (ottenuta macinando il mais) nell'acqua.
    Il calderone dovrebbe poggiare su un treppiede, o avere comunque tre piedi saldati alla sua superficie. I tre piedi, come abbiamo visto, rappresentano i tre doni dell'Awen e quindi hanno un significato spirituale oltre che tecnico.

  • USO

    Il calderone è uno strumento femminile, quindi sacro alla dea, anche perché rappresenta il ventre materno. Il calderone, come la coppa, è uno strumento ricettivo, quindi contiene le energie. Secondo Starhawk il Calderone è associato all'akasha in quanto ventre della magia stessa. Io non mi trovo d'accordo. Dal mio punto di vista il calderone è uno strumento associato all'acqua.
    E' visto ovviamente anche come forza trasformativa, in quanto i cibi vengono cotti dentro di esso e perché il principio magico è proprio quello della trasformazione o della creazione e la miscela di pozioni e intrugli. Infatti l'uso del calderone come contenitore/recipiente è quello più usato. Alcune congreghe lo usano proprio per cucinare o per bollire al suo interno delle tisane. Per questo motivo andrebbe sempre tenuto ben pulito. Ma il suo uso non si limita a questo, per quanto abbiamo accettato l'immaginario della strega che cuoce amenità nel calderone ribollente. Nel suo "contenere" le energie è usato anche per lo scrying, ossia la pratica di divinazione attraverso l'osservazione e la trance. Riempiendolo d'acqua infatti, se questo ha un fondo scuro, come il ferro battuto, può essere usato per interrogare gli oracoli. Le sacerdotesse di Avalon si affacciavano sul pozzo del calice per divinare nelle sue acque, specchiandocisi. La divinazione col calderone è una forma molto antica e complessa di pratica divinatoria. Personalmente è l'unico metodo che uso. In antichità questo tipo di divinazione era fatta, in Egitto, anche con l'inchiostro. Lo si faceva colare in una ciotola sul cui fondo era rappresentato Anubi seduto sul trono e si chiedeva ad un fanciullo di guardarvi dentro e porre una domanda. A quel punto il ragazzetto avrebbe veduto i servitori di Anubi giungere in pompa magna e poi Anubi stesso avrebbe risposto al quesito.
    Un altro uso che si fa col calderone deriva da un'usanza popolare e lo lega al solstizio d'estate. Nella tradizione wiccan, ma anche nelle tradizioni popolari c'è l'usanza di lavarsi la mattina di mezz'estate con l'acqua delle fate, ossia acqua di fonte in cui sono stati lasciati a bagno per la notte del solstizio fiori di stagione. Secondo la tradizione, lavarsi con quest'acqua preserverebbe da ogni malanno durante l'anno. Questo tipo di tradizione è molto diffusa qui in Italia ed è stata poi inglobata anche come acqua dell'ascensione.
    L'acqua ricavata da questo processo è nota anche come acqua solstiziale, strettamente legata al segno del Cancro. In passato il processo di creazione di quest'acqua prevedeva la raccolta della rugiada che si era depositata dopo la notte di S. Giovanni, quindi il 24 giugno, ossia il Solstizio d'Estate.
    Il calderone, come ventre della madre è anche un contenitore delle energie e delle intenzioni. La sua associazione alla "trasformazione" e alla vita è chiara. Il ventre materno è il caldo e oscuro luogo dove la magia ha inizio. Durante i sabba invernali, quindi Mabon, Samhain, Yule e Imbolc, il calderone viene usato come contenitore del fuoco. Il fuoco della trasformazione e della luce nascente. Nel fuoco del calderone è possibile bruciare le cose vecchie, i nostri intenti affinché si realizzino, le offerte che vogliamo elargire agli dei. Il calderone può quindi contenere anche delle semenze che devono essere caricate da una danza a spirale o una qualsiasi tisana o bevanda che deve essere elargita ai partecipanti del cerchio. Anni fa, in un campo che ho fatto con altre streghe durante la festa di Lammas, ho visto usare il calderone come contenitore di doni. La bellissima tradizione prevedeva che ogni persona che giungesse al campo portasse qualcosa da lasciare nel calderone e alla fine della settimana, durante il rito di chiusura e lo spegnimento del fuoco sacro, ognuno prendeva un oggetto lasciato da un'altra persona, senza sapere chi ne fosse il precedente proprietario.
    Troviamo quindi che il calderone abbia un uso contenitivo e trasformativo nell'ambito magico. Come il ventre materno può essere riempito di fiori e libagioni. Una sorta di cornucopia energetica che può essere caricata come il ventre della dea
  • fonte: http://www.thereef.it/craft/wicca/strumenti/calderone.htm

    MWL 5#: Alfabeto di strega: B- come BRIGID.

    BRIGIT
    Altri nomi: Breo Saighead, Brid, Brighid [Irlanda], Brigindo, Brigandu [Gallia], Brigan, Brigantia, Brigantis [Britannia], Bride [Alba]. Breo Saighead, o " la freccia ardente o la potenza"

    È un triplice dea celtica, il figlia di Dagda e di sua moglie Bres. Brighid ha tre funzioni che sono:

    1) il fuoco dell'ispirazione come patrona della poesia,
    2) il fuoco del focolare, come patrona della guarigione e della fertilità
    3) il fuoco della forgia, come patrona dei fabbri e delle arti marziali.
      
    I Celti e le loro tradizioni
    Nelle ricerche sui Celti, sulle loro credenze, le pratiche e la religione, affrontiamo un certo numero di difficoltà.
    Gli antichi Celti non hanno scritto niente essi stessi circa la loro religione e dobbiamo contare su altre fonti - gli autori classici di Roma e della Grecia, gli scrivani cristiani che hanno registrato le storia ed i miti, le prove archaeologichel e il folclore.

    Tuttavia esaminare queste fonti è come prendere in mano un mucchietto di sabbia e guardarlo sparire fra le nostre dita. Dobbiamo ricordare che gli autori classici avevano il loro proprio punto di vista nel ritrarre le genti che avevano conquistato come barbari per giustificarsi che non sempre hanno capito le credenze e le abitudini dei Celti ma tendevano ad interpretarle facendo riferimento alle loro proprie credenze. Gli scrivani cristiani non conoscevano sempre i miti e avevano il loro interesse a promuovere la christianità. Per quanto riguarda l’archeologia, questo dipende da che cosa è sopravvissuto ed è stato trovato - ci sono zone dove niente è conosciuto. Inoltre la prova archeologica deve essere interpretata dagli esperti che, come gli autori classici, a volte hanno fatto errori di interpretazione secondo i preconcetti della loro propria cultura. Nel passato, per esempio, scheletri trovati con monili sono stati classificati come femminili perché nella società degli archeologhi soltanto le donne portavano gioielli.
    Anche se il folclore in molti casi riflette credenze e pratiche antiche, è virtualmente impossible dire con la certezza quali aspetti siano antichi e quali posteriori.

    Questa mancanza di prove è, in un certo senso, coerente con qualcosa che sappiamo dei Celti: che essi hanno vissuto a loro agio con le ambiguità e una mancanza di fatti dichiati. Un testo di Diodoro Siculo (8 BC) sui Galli dice che "nella conversazione usano poche parole e parlano per enigmi." Anche se è possibile che Diodorus, provenendo da un'altra cultura, non fosse semplicemente uso alle indicazioni verbali e non-verbali dei galli, c’è una prova che dà peso alla sua osservazione. Sappiamo che gli enigmi sono una parte importante nei racconti celtici e che i poeti erano detti per possedere una lingua 'oscura' che la persona ordinaria non poteva capire. Molti nomi celtici possono essere interpretati in due sensi. E ancora, molta dell'arte celtica è astratta; le forme cambiano una nell’altra, uccelli, a animali e esseri umani le cui forme si intrecciano e confondono con i complessi disegni delle linee e del fogliame.
    Le lingue celtiche, uniche fra quelle degli Indo-Europei, presentano mutazioni nelle parole in modo che parole con lo stesso significato in determinati contesti, in determinati rapporti con altre parole, cambino o spostino la loro forma e suono.
    La poesia fa molto uso di alliterazioni e di assonanze che danno collegamenti fra le parole i cui significati non sono collegati.

    Tutto questo sembra suggerire fondamentalmente che i Celti stessi vedessero la realtà come profondamente collegata, non soltanto nei sensi evidenti o logici. La realtà potrebbe cambiare e spostarsi nello stesso modo che nelle poesie, in cui alcuni esseri mutano la loro forma in quella di altri esseri e nello stesso senso in cui le figure nell'illustrazione cambiano e si trasformano l’una nell’altra.
    Il mondo intorno a loro era così in una condizione altamente potente e magica, le relative parti avevano un rapporto dinamico, sempre sulla soglia fra esistenza e del non esistenza.
     
    Le divinità del pantheon celtico non sono mai astratte o mitologiche, ma sono sempre inseparabili dalla vita quotidiana. Nel caso della dea Brigid, il fuoco dell’ispirazione, come nella poesia, e il fuoco della forgia sono visti come identici. Non c’è separazione fra i mondi interiore ed esteriore.

    Brigid: I molti volti di una dea nei secoli

    Sono Colei
    che è è la madre
    naturale di tutte le cose,
    maestra e governatrice
    di tutti gli elementi,
    la progenie iniziale dei mondi,
    il capo dei poteri divini,
    Regina dei tutti coloro che sono nell'aldilà,
    la più importante di coloro
    che abitano sopra,
    manifestazione da sola
    e sotto una sola forma
    di tutti gli Dei e di tutte le Dee.

    Lucius Apuleius


    Essendo una delle dee più complesse e più contradittorie del pantheon celtico, Brigid può essere vista come la figura religiosa più potente in tutta la storia irlandese. Molti strati di tradizioni separate si sono incrociati, creando la sua storia, sicuramente complessa, che ha attraversato i secoli. È riuscita a passare intatta attraverso le generazioni, ricoprendo ruoli differenti nei diversi periodi.

    Era e continua ad essere una dea dai molti nomi: Bride, Bridey, Brighid, Brigit, Briggidda, Brigantia. Ci sono inoltre molte variazioni sulla pronuncia, una possibile è “Breet”.

    Brigid è la patrona tradizionale dei guaritori, della poesia e dei fabbri, che sono tutte opere di saggezza pratica ed ispirata. Poichè è una divinità solare i suoi attributi sono la luce, l'ispirazione e tutte le attività associate con il fuoco. Anche se non potrebbe essere identificata con il sole fisico, è certamente l’origine dell’energia guaritiva e vitale interiore.

    Il suo nome deriva dalla radice "breo" (fuoco): il fuoco della fucina si univa a quello dell'ispirazione artistica e dell'energia guaritrice. Brigit, figlia del Grande Dio Dagda e controparte celtica di Athena-Minerva, è la conservatrice della tradizione, perché per gli antichi Celti la poesia era un'arte sacra che trascendeva la semplice composizione di versi e diventava magia, rito, personificazione della memoria ancestrale delle popolazioni.

    Sotto l'egida di Brigit erano anche i misteri druidici della guarigione, e di questo sono testimonianza le numerose "sorgenti di Brigit". Diffuse un pò ovunque nelle Isole Britanniche, alcune di esse hanno preservato fino ad oggi numerose tradizioni circa le loro qualità guaritrici. Ancora oggi, ai rami degli alberi che sorgono nelIe loro vicinanze, i contadini appendono strisce di stoffa o nastri a indicare le malattie da cui vogliono essere guariti.

    Sacri a Brigit erano la ruota del filatoio, la coppa e lo specchio. Lo specchio è strumento di divinazione e simboleggia l'immagine dell’Altro Mondo cui hanno accesso eroi e iniziati. La ruota del filatoio è il centro ruotante del cosmo, il volgere delIa Ruota dell'Anno e anche la ruota che fila i fili delle nostre vite. La coppa è il grembo delIa Dea da cui tutte le cose nascono.

    Excalibur, la spada di re Artù, è stata forgiata dalla Signora del Lago, una figura a volte associata a Brighid a causa della sua funzione di forgiatrice e del fuoco. Come l'Avalon Arturiano, o "l'isola delle mele", Brigid possedeva un meleto nell' aldilà a cui le api viaggiavano per ottenere del nettare magico.

    Brigid, che significa "colei che esalta se stessa," è dea della fiamma sacra del Kildare (derivato da "Cill Dara," che significa "la chiesa della quercia") e spesso è considerata come la funzione nubile bianca della dea triplice. Gailleach, o la bianca signora, all' alba bevve dall' antico pozzo della gioventù. In quell'istante, fu trasformata nella sua funzione nubile, la giovane dea chiamata Brigid.
    Fu Cristianizzata come "la balia" di Gesù Cristo e chiamata Santa Brigitta, la figlia del druido Dougal il Bruno.
    A volte egualmente è associata con la dea Romano-Celtica di Aquae-Sulis [l'attuale Bath].

    Uno dei suoi nomi più antichi è Breo-saighead che significa la freccia ardente ed in quel nome vi sono gli attributo di punizione e giustizia divina.

    Tre fiumi sono chiamati come la Dea - Brigit, Braint e Brent in Irlanda, nel Galles ed in Inghilterra, rispettivamente. In Gran-Bretagna moderna oggi è indicata come la guerriera-nubile Brigantia e venerata non soltanto come giustizia ed autorità, ma anche come il personificazione della Gran-Bretagna.

    C’è una storia, proveniente dal dodicesimo secolo, in cui Merlino è ispirato da una figura femminile che rappresenta la sovranità della terra della Gran-Bretagna. È causa delle sue visioni sulla storia britannica. Taliesin inoltre descrive un cosmologia tradizionale, ispirato da Brigantia.
    In molte storie c’è un riferimento alla sua cura per lo sviluppo di potenziale umano.

    Viene associata con la mucca, cui si riferisce al festival di Imbolc. In questa celebrazione, che è dedicata completamente a lei, sono presenti 'la luce dei fuochi, la purificazione con l'acqua di pozzo e l'iniziare un nuovo anno. L'importanza di Imbolc è così profonda che merita un discorso a parte.

    Oltre che ai suoi animali totemici la mucca e la pecora, Brigid viene associata con il gallo, annunciatore dell’inizio di una nuova giornata e il serpente, simbolo di rigenerazione. In molte culture il serpente o drago è simbolo dello spirito della terra e delle forze naturali di crescita, decadimento e rinnovamento. In questo modo Brigid si collega alle dee di fertilità, molte delle quali vengono raffigurate con i serpenti. I serpenti sono anche un tema comune nei monili celtici (un altro prodotto della forgia).

    La storia di Brigid inizia in una triade di sorelle, cosa non insolita nel mondo celtico. È la figlia di Dagda e della Morrighan e sorella di Ogma, dio del sole e del creatore Ogham.
    Ha avuta tre figli - Brian (Ruadan), Iuchar ed Uar - e le imprese di Brian nella battaglia di Moytura svolgonoun ruolo importante nel suo sviluppo come Dea di pace e unità. Bisogna considerare che per i celti la discendenza era strettamente matri-lineare e che la maternità era tenuta nel massimo rispetto.
    Cristianizzata come Santa Bridget o Bride, come viene chiamata familiarmente in gaelico, essa venne ritenuta la miracolosa levatrice o madre adottiva di Gesù Cristo e la sua festa si celebra appunto il 1° febbraio, Giorno di Santa Bridget o La Fheile Brfd. Riguardo questa santa, di cui è tanto dubbia l'esistenza storica quanto certa la sua derivazione pagana, si diceva che avesse il potere di moltiplicare cibi e bevande per nutrire i poveri, potendo trasformare in birra perfino l'acqua in cui si lavava! A Santa Bridget fu consacrato il monastero irlandese di Kildare, dove un fuoco in suo onore era mantenuto perpetuamente acceso da diciannove monache. Ogni suora a turno vegliava sul fuoco per un'intera giornata di un ciclo di venti giorni; quando giungeva il turno della diciannovesima suora ella doveva pronunciare la formula rituale: "Bridget proteggi il tuo fuoco. Questa è la tua notte". Il ventesimo giorno si diceva fosse la stessa Bridget a tenere miracolosamente acceso il fuoco.

    II numero diciannove richiama il ciclo lunare metonico che si ripete identico ogni diciannove anni solari. Inutile ricordare come questa usanza ricordasse il collegio delle Vestali che tenevano sempre acceso il sacro fuoco di vesta nell'antica Roma, ma più probabilmente la devozione delle suore di Kildare si ricollega alle Galliceniae, una leggendaria sorellanza di druidesse che sorvegliavano gelosamente il loro recinto sacro dall'intrusione degli uomini e i cui riti furono mantenuti attraverso molte generazioni. Allo stesso modo, nel monastero di Kildare solo alle donne era concesso di entrare nel recinto dove bruciava il fuoco, che veniva tenuto acceso con mantici, come ricorda Geraldodi Cambria nel XII secolo. II fuoco bruciò ininterrottamente dal tempo della leggendaria fondazione del santuario, nel VI secolo fino al regno di Enrico VIII, quando la Riforma protestante pose fine a questa devozione più pagana che cattolica. 


     


     

    MWL 5#: Alfabeto di strega: A- come ARIA.

                                                                           ARIA 
    Ecco l'elemento Aria..adoro questo elemento lo sento decisamente mio... Rappresenta il pensiero, il lavoro intuitivo e psichico, e i processi intellettuali. Elemento maschile Energia: Proiettiva Colore: Giallo, Bianco, Grigio brillante, Cremisi, Crema e Azzurro. Direzione: Est Piante: Mirra Violetta Viola del pensiero Primula Millefoglie Tempo: Alba Albero:Pioppo Stagione: Primavera Tattwa: Vayu (disco) Animali: Uccelli in genere Segni dello Zodiaco: Gemelli Bilancia Acquario Dei: Mercurio Thoth Shu Eolo, Khephera Dee: Aradia, Arianna, Nuit, Urania Re:Paralda Elementali: Silfidi Senso: Odorato Gemma: Topazio Incenso: Galbano, Incenso, Mirra Cosa governa: La mente, l'intuizione, lo psichismo, la consapevolezza, le torri, le montagne molto alte, i venti, la respirazione Luoghi: picchi di montagne, pianure spazzate dal vento, cieli nuvolosi, torri alte degli aeroporti, scuole, biblioteche, agenzie di viaggio, uffici di psicologi, spiagge ventose, vento e alito. Rituali: Istruzione, memoria, intellettualismo, insegnamento, prove, divinazione, rompere le cattive abitudini, comunicazioni, viaggi, organizzazzione, gruppi, il pensiero, tossicodipendenza, mente, intuizione, psiche. Forme rituali: Lanciare oggetti nell'aria, sospendere gli strumenti in luoghi alti, ventilare gli oggetti, visualizzazione, pensiero positivo. Strumenti musicali: Flauto e tutti gli strumenti a fiato. Animali: Ragno, uccelli, insetti volanti. Stagione: Primavera (tempo della freschezza). Direzione: Est (il luogo di aurora). Momento della giornata: l'Alba. Strumento magico: la Bacchetta. Senso: olfatto. Pietra: Topazio Erba: Viola, Pansè Simboli Naturali: Una penna, fumo di incenso, fiori fragranti.