mercoledì 26 dicembre 2012

MWL 5#: Alfabeto di strega: M- come MENTA

MENTA

Famiglia: Labiate
Caratteristiche: pianta perenne, è conosciutissima sia a scopo alimentare sia per fitoterapia. Si divide in moltissimi gruppi, dei quali segnaliamo solo i più importanti. Ha le foglie seghettate di un bel verde brillante, fiori spigati di un delicato colore biancastro o rosato.
Habitat: intensamente coltivata come erba officinale, allo stato spontaneo cresce nei pascoli di montagna e in luoghi ombrosi, al limitare dei boschi, fino a più di mille metri.
Fioritura: da aprile a settembre
Parti utilizzate: foglie e fiori
Raccolta: i fiori appena sbocciano, le foglie prima della fioritura

Curiosità. Questa umile pianta ha un'origine mitologica: Minta era la bella figlia del re Cocito e fu vista da Plutone mentre giocava con alcune amiche nel giardino della casa del padre. Il dio degli inferi si innamorò perdutamente di lei e le si presentò offrendole il suo amore, ma la fanciulla gli resistette. Il dio decise di rapirla, ma Prosperina, che aveva pena della giovinetta, pur di sottrarla alla sua amara sorte la trasformò in pianta e ne riempì i giardini del re.
L'uso terapeutico della menta può essere fatto risalire agli Egizi: questa pianta infatti è già citata nel papiro di Ebers, databile al XVII secolo a.C. ed è sacra a Thot, dio della medicina.
In tutto l'Islam la menta è un pegno d'amore tra i giovani innamorati. Nell'antica Grecia la menta era simbolo dell'amore ed era dedicata alla dea Afrodite, perciò era considerata afrodisiaca ed era utile assumerla prima di un incontro amoroso.
I Romani invece la consideravano rilassante e sedativa.
Secondo Seneca i soldati non dovevano mangiarne perché avrebbe tolto loro il vigore e le forze.
I Greci avevano dedicato la menta ad Ares, il dio della guerra, e ne bruciavano alcuni mazzetti sulle pire funebri dei soldati caduti in battaglia.
Mettendo delle foglie di menta in un'arnia, nel mondo antico si pensava si potessero sanare le malattie delle api.
Nell'antica Roma, andata per la maggiore un vino aromatizzato con la menta che piaceva particolarmente alle matrone.
Sempre a Roma le donne della nobiltà la mescolavano con il miele per coprire l'odore di vino che inevitabilmente avevano quando uscivano dai banchetti.
Una curiosità che pochi sanno. La menta tiene lontano i parassiti. Infatti gli antichi usavano mettere foglie di menta nei loro giacigli per tenere lontani pulci e pidocchi.
Gli atleti che partecipavano alle olimpiadi nel mondo classico facevano bagni con acqua nella quale vi erano foglie di menta per rinforzare il fisico.
Carlo Magno volle inserire la menta del capitolare che prevedeva l'elenco delle erbe da coltivare in quanto utili e medicinali.
Fin dal tempo dei samurai in Giappone c'era l'usanza di mettere foglie di menta tra le lenzuola perché veniva considerata afrodisiaca.

Usi magici. Le foglie vengono bruciate negli incensi per favorire la guarigione e per la purificazione.
Si può fare un infuso con le foglie fresche da aggiungere all'acqua del bagno, da effettuarsi prima dei rituali di scarico, ovvero quando si sciolgono fatture o malocchi, per allontanare le negatività, mentre quelle secche possono essere messe a bruciare sui carboncini per favorire la disponibilità al dialogo e l'apertura verso l'amore.
In tempi antichi veniva adoperata soprattutto nei rituali di guarigione e purificazione. E' utile anche nei rituali officiati per ottenere denaro e può essere usata come talismano quando si fa un colloquio di lavoro, in quanto protegge contro la pobertà.

Pozioni.
Filtro afrodisiaco. Prendere un ottimo litro di vino bianco e mettervi a macerare 30 grammi di fiori di centaura e 30 grammi di fiori di menta, la buccia di un limone e 7 chiodi di garofano per un mese, quindi filtrare. Conservate in una bottiglia di vetro scuro.
Pozione protettiva. Lasciare 100 grammi di fiori di iperico, 10 foglie di salvia, 10 foglie di alloro e 30 grammi di fiori di menta in un litro di vino rosso per un mese. Filtrare accuratamente e usate questo vino con parsimonia quando vi sentite minacciati.
Pozione contro gli sbalzi d'umore. Si prendono 30 grammi di fiori di lavanda, 10 grammi di polvere di noce moscata, 30 grammi di fiori di biancospino, 10 grammi di fiori di rosmarino e 20 grammi di fiori di menta e si lasciano in infusione in un litro di acqua appena bollita per tutta la notte, coprendo il recipiente con un coperchio, poi si filtra. Si può bere durante tutto il giorno.

Bagni. L'olio essenziale di menta favorisce la disponibilità al dialogo e l'apertura verso l'amore di una singola persona o dell'umanità. Viene usato nei rituali per placare conflitti e litigi, per riavvicinare coppie in crisi e per “ammorbidire” le resistenze di un avversario.
Bagno di scarico dopo un rituale. 20 gocce di olio essenziale di menta e 10 gocce di olio essenziale di basilico con 2 cucchiai di sale grosso nell'acqua del bagno tolgono la stanchezza dopo un rituale impegnativo.
Bagno di preparazione all'amplesso. Si prendono 50 grammi di fiori di menta e si lasciano in infusione in un litro di acqua appena bollita, coprendo il recipiente con un coperchio, lasciando riposare fino a farla raffreddare,poi si filtra. Durante il filtraggio di deve strizzare bene il residuo per non perdere nemmeno un poco dei principi attivi della pianta. Unite la decozione all'acqua del bagno assieme ad un cucchiaio di zucchero e a 3 di sale fino.
Bagno per aumentare il proprio desiderio. Potete mettere alcune gocce, non più di una ventina, di questo olio essenziale, nell'acqua del bagno assieme a 10 gocce di olio essenziale di geranio e 10 gocce di olio essenziale di verbena.

Oli.
Per favorire la guarigione. 2,5 ml di olio essenziale di vaniglia, 2,5 ml di olio essenziale di menta, 2,5 ml di olio essenziale di geranio.
Olio magico alla menta. Mettere a macerare in un litro di olio 200 grammi di fiori di menta per un mese. Tenete il vaso bene esposto al sole e trascorso questo tempo filtrare l'olio e conservatelo in bottiglie di vetro scuro. Potete usarlo per ungere le candele o per vostra protezione.

Talismani.
Sacchetto di magia per attirare l'amore. Preparate un sacchettino rosso, inserite all'interno dei petali di rosa e lavanda essiccati, 7 foglie di menta, un rubino, una conchiglia e un foglietto con scritta la vostra intenzione. Ad esempio potete scrivere: “La persona che mi è destinata arriva a me.” Portatelo appeso al collo oppure in tasca.

Incensi.
Miscela di erbe per al purificazione di una casa. Una parte di grani d'incenso, una parte di fiori di lavanda, una parte di foglie di menta, 7 grani di pepe, una parte di aghi di pino, olio essenziale di iperico.
Incenso per sconfiggere la paura di non meritare amore. 7 petali di rosa rossa, qualche pezzetto di legno di sandalo, 7 foglie di menta, 7 foglie di basilico, 13 grani di incenso e 13 grani di mirra.


Fonte Il Grande libro delle Piante Magiche, Laura Rangoni
!Nessuna di queste attività, magiche o meno, può influenzare direttamente o indirettamente la volontà di una determinata persona!

mercoledì 12 dicembre 2012

MWL 5#: Alfabeto di strega: L- come LAVANDA

LAVANDA

Altri nomi: spigo, nardo
Famiglia: labiate
Caratteristiche: ha caratteristici fiori di colore che varia dal blu al viola a forma di spiga, con fogliame aghiforme di colore argentato. E’ una delle piante più conosciute e coltivate.
Habitat: cresce sia in riva al mare sia in montagna e predilige i terreni rocciosi.
Fioritura: estate
Parti utilizzate: fiori
Raccolta: in estate e inizio autunno

Curiosità. Un uso molto comune dei fiori di lavanda è appenderla in sacchettini di tela dentro agli armadi o nei cassetti per profumare vestiti e biancheria.
Nel 1700 veniva considerata portentosa nella cura delle malattie nervose.
La leggenda dice che le vipere amino nascondersi sotto le foglie di lavanda e per questo motivo bisogna essere molto prudenti nell’avvicinarsi.
Il suo nome deriva dal latino lavare e dipende dal fatto che i Romani ne usavano moltissima per fare i bagni e profumare l’acqua delle terme.
Si pensa che la lavanda abbia la virtù di restituire la parola a chi l’ha perduta per un trauma.
Nell’antica Roma era sacra alla dea Vesta e le Vestali se ne cingevano il capo in occasione dei riti.
La tradizione popolare dice che se si mettono delle spighe di lavanda nel corredo della sposa, la sua vita sarà felice e rilassata (“lavanda”).
Nell’antico Egitto la lavanda era usata come componente di un unguento che si scioglieva lentamente con il calore del corpo e lo profumava. Similmente la lavanda veniva incorporata anche alle lucerne per profumare i luoghi di culto.
Nel 700 si faceva fiutare l’essenza di lavanda in caso di svenimento.
Nel Medioevo i profumi a basa di lavanda erano molto pregiati e soprattutto in Inghilterra esistevano camere di distillazione nelle dimore dei nobili usate appositamente per trarre l’essenza di lavanda. Questa pare fosse molto amata dalla regina Elisabetta che ne caldeggiò la coltivazione.
Il miele prodotto dalle api che succhiano i fiori di lavanda è molto aromatizzato e ricco di sostanze che servono per curare l’anemia, infatti contengono molto ferro.
I cacciatori delle Alpi sostengono che strofinando i fiori di lavanda sui morsi della vipera il veleno viene neutralizzato. Per questo motivo si portano sempre in tasca alcune spighe quando escono per le battute di caccia.
Nel “Nuovo erbario contenente gli effetti, i nome e le differenze delle erbe che crescono nel territorio tedesco”, pubblicato a Strasburgo nel 1539, si dice che la lavanda debba il suo nome al fatto che solitamente viene usata per lavarsi il corpo e la testa.

Usi magici. La lavanda è una pianta molto potente, usata nei rituali di purificazione, per allontanare negatività, sfortuna e malumore.
Inoltre favorisce la felicità, l’amore, il raggiungimento della pace interiore, tanto che chi si sente agitato o infelice può usare un profumo a base di lavanda per migliorare il tono dell’umore e vedere la vita in modo più sereno e realistico.
Se usata assieme ad altre erbe ne aumenta l’efficacia. Se portata addosso aumenta la forza fisica e la resistenza alla stanchezza.
Se fatta seccare in un mazzo appesa dietro la porta protegge gli abitanti della casa.
-Tintura per l’armonia. Prendete un pugno di capolini di camomilla, un pugno di fiori di lavanda, un pugno di fiori di caprifoglio e metteteli a macerare in 500 ml di alcol puro per 40 giorni. Filtrate accuratamente questa tintura e conservatela in una bottiglia scura. Versatene poche gocce nel diffusore perché è molto potente, e in breve ristabilirà l’armonia in luoghi dove vi sono energie negative dovute ad esempio a liti o discussioni.
E’ molto attiva negli incantesimi di attrazione (successo e fortuna) ma anche nel combattere i legamenti d’amore.

Pozioni.
-Filtro per rilassare. Prendete un cucchiaio di fiori di lavanda e lasciateli in infusione per 5 minuti in una tazza di acqua bollente, poi filtrate. Potete berne 2 tazze al giorno, eventualmente dolcificato con un poco di miele.
-Pozione contro l’irritabilità e il nervosismo. Portate ad ebollizione una tazza di acqua, quindi versatevi un cucchiaio di fiori di lavanda e uno di fiori di gelsomino e lasciateli in infusione per 10 minuti. Quindi filtrate, dolcificate e bevetene 3 tazze al giorno lontano dai pasti.
-Pozione per il mal d’amore. Per ottenere un buon filtro contro la malinconia e il dolore di un amore finito si devono mettere 50 grammi di fiori di lavanda e 20 grammi di cime di abete in un litro di grappa per 40 giorni. Trascorso questo tempo si filtra e si emulsiona il liquore con uno sciroppo ottenuto con mezzo litro di acqua e 300 grammi di zucchero. Una volta miscelato il liquore, lo si deve far riposare un mesetto, poi si può bere nella misura di un bicchierino 2 volte al giorno.

Bagni.
-Bagno purificante dalle negatività. Si mettono a bollire una manciata di fiori di angelica, iperico, lavanda e rosmarino in un litro di acqua, e si lasciano in infusione per 10 minuti, quindi si spegne il fuoco e si lascia raffreddare. Infine si filtra e si unisce il decotto all’acqua del bagno. E’ importante restare a bagno il più possibile, in acqua abbastanza calda, e ripetere il bagno tutti i giorni per una settimana in caso ci si senta minacciati da eventi negativi, invidia eccetera. Se si è tristi e depressi, bisogna fare un bagno caldo e mettere nel’acqua alcune gocce di olio essenziale di lavanda, in questo modo la nostra malinconia si scioglierà nell’acqua e ci lascerà.
-Bagno di purificazione prima dell’iniziazione. Questo bagno di purificazione viene effettuato mettendo nell’acqua 3 cucchiai di sale grosso, 3 gocce di olio essenziale di lavanda, 3 gocce di olio essenziale di rosmarino e un cristallo.

Oli.
-Olio alla lavanda. Questo olio può essere molto utile per ungere le candele in rituali di purificazione. Lasciate a macerare per un mese intero 200 grammi di fiori freschi di lavanda in un litro di olio di oliva. Conservate questo olio in un vaso ermetico ed esponetelo al sole, quindi filtrate e conservate in bottigliette di vetro scuro.
-Olio essenziale di lavanda. L’olio essenziale di lavanda, che si compra comunemente in erboristeria, può essere usato sia nell’acqua del bagno per ottenere un effetto rilassante e tonificante, sia nel calorifero per profumare, purificare e disinfettare l’aria.
-Olio di ringraziamento per la Dea. 2,5 ml di olio essenziale di garofano, 2,5 ml di olio essenziale di gardenia, 2,5 ml di olio essenziale di rosa, 2,5ml di olio essenziale di lavanda.
-Olio per entrare in contatto con gl’esponenti del Piccolo Popolo. 2,5 ml di olio di mandorla, 2,5 ml di olio essenziale di lavanda, 2,5 ml di olio essenziale di geranio.
-Olio per la protezione delle persone. 2,5 ml olio essenziale di basilico, 2,5 ml di olio essenziale di rosmarino, 2,5 ml di olio essenziale di lavanda.

Talismani.
-Sacchetto magico per aumentare la propria energia fisica e psichica. Per aumentare l’energia si può confezionare un sacchetto di stoffa azzurra (seta o cotone, mai sintetica) con, in parti uguali, corteccia di agrifoglio e bacche, fiori di ginestra, lavanda e qualche grano di pepe nero.
-Sacchetto magico per rafforzare e rinsaldare l’amicizia. Prendere un poco di stoffa bianca, seta o cotone (mai sintetica), cucitela ai lati e chiudetela con un nastrino dello stesso colore. All’interno del sacchetto ponete 7 capolini di camomilla, un nastro lilla, tre spighe di lavanda, un pezzetto di quarzo rosa.
-Talismano per la protezione dei bambini. Raccogliere 3 ramoscelli di quercia, 3 di pino e alcune spighe di lavanda, riuniteli con un filo di ferro, poi legateli con un nastro rosso. Sotto al talismano attaccate dei campanelli color argento per chiamare le fate a protezione dei vostri bambini.
-Talismano per propiziare la fortuna. Un ciuffo di artemisia per allontanare gli influssi negativi, un rametto di nocciolo, alcune spighe di lavanda e un rametto di agrifoglio canno legati prima con un poco di filo di ferro, poi con un nastro dorato. Appendete questo talismano nel luogo dove rimanete più ore al giorno.
-Sacchetto magico per trovare un lavoro. Prendere un poco di stoffa gialla o dorata, seta o cotone (mai sintetica), cucitela ai lati e chiudetela con un nastrino dello stesso colore. All’interno del sacchetto ponete petali di rosa, foglie di basilico, 3 spighe di lavanda, 3 monete di rame, un pezzetto di topazio o di pirite.
-Sacchetto per attirare l’amore. Preparate un sacchettino rosso, inserite all’interno dei petali di rosa e lavanda essiccati, una pietra di colore rosso (tipo rubino), una conchiglia e un foglietto con scritta la vostra intenzione. Ad esempio potete scrivere: “La persona che mi è destinata arriva a me”. Portatelo appeso al collo oppure in tasca.

Incensi.
-Incenso di purificazione abituale. Un pizzico di foglie di rosmarino, un pizzico di aghi di pino e uno di fiori di lavanda.
-Incenso per rituali d’amore. 7 grani d’incenso, 7 petali di rosa rossa, 3 pizzichi di fiori di lavanda e 13 gocce di olio essenziale di verbena. Bruciate questo incenso come offerta alla Dea durante rituali che riguardano questioni d’amore.
-Incenso per rituali di purificazione di una persona. Tre pizzichi di aghi di rosmarino, 13 grani d’incenso, 3 pizzichi di lavanda e 7 gocce di olio essenziale di tuia. Bruciate questo incenso come offerta alla Dea per purificare il fisico di una persona dopo una malattia, o il suo spirito.
-Per allontanare problemi e negatività dalla propria casa. 7 grani di mirra, 7 petali di rosa bianca, 7 foglie di basilico, 7 gocce di olio essenziale di lavanda.
-Incenso di primavera (per pulire la casa dopo l’inverno). Una parte di alloro, una parte di benzoino, una parte di lavanda, una parte di cedro, un pizzico di timo.
-Miscela di erbe per rafforzare l’amore. Una parte di grani di incenso, una parte di petali di rosa rossa, una parte di fiori di lavanda, olio essenziale di verbena.
-Incenso per consacrare gli strumenti magici. 20 grammi di legno di sandalo, 20 grammi di grani di incenso, 10 grammi di aghi di abete, 10 grammi di aghi di rosmarino, 10 gocce di olio essenziale di lavanda.
-Incenso per attirare l’amore sensuale. 20 grammi di legno di sandalo, 20 grammi di grani d’incenso, 13 chiodi di garofano, 10 grammi di petali di rosa rossa, 10 grammi di fiori di lavanda, 10 gocce di olio essenziale di verbena.
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Maschile, Mercurio, Aria
Amore, Protezione e purificazione,felicità,pace
Per le sue virtù difensive e purificatrici rientra nella composizione di numerosi incensi.
E’ molto attiva negli incantesimi di attrazione (successo e fortuna) ma anche nel combattere i legamenti d’amore.
La Lavanda è posta sotto l'influenza di Mercurio e al tempo stesso di Giove.
Bruciata propizia il sonno ristoratore.

La lavanda è un arbusto aromatico sempreverde, originario delle regioni mediterranee occidentali, che appartiene alla famiglia delle Labiate.
Conosciuta anche con i nomi di “fior di spigo”, viene talvolta confusa con la “Lavandula Latifoglia”, assai simile, usata come insettifugo per l’aroma canforato della sua essenza.
La lavanda ho un fusto legnoso alto 40-100 cm.
Le foglie, lanceolate o lineari di colore verde-grigio, sono lunghe 2-5 cm e ricoperte da una sottile peluria.
I fiori viola porporini compaiono da metà estate a inizio autunno e sono raccolti in spighe terminali, lunghe da 5 a 15 cm.
I fiori, sia freschi che essiccati, emanano un aroma dolce, fresco e persistente.

La lavanda è rilassante, antispasmodica, è uno stimolante circolatorio e un tonico per il sistema nervoso.
E’ antibatterica, analgesica, carminativa, antisettica, facilita il flusso della bile, favorisce la cicatrizzazione di piaghe e ferite.
Annusare l’olio essenziale o bere una tazzina di infuso aiuta in caso di nausea, singhiozzo e vomito.
Grazie al profumo intenso, ma nello stesso tempo delicato, può essere usata per preparare una carta profumata da lettera o per rivestire cassetti e armadi.
Per preparare un inchiostro profumato, si immergono i fiori in acqua bollente per 30-45 minuti fino a ottenere un liquido concentrato a cui si aggiunge, una volta scolato, l’inchiostro.
Facendo essiccare all’aria i fiori si possono preparare pacchettini antitarme per profumare armadi e cassetti e bruciando gli steli come se fossero bastoncini d’incenso si può eliminare l’odore di fumo e profumare la casa.

I principi attivi sono: olio volatile contenente acetato di finaline, linaiolo, borneolo, eucaliptolo, cineolo, geraniolo, canfora e limonane; flavonoidi, curarine.

Se ne sconsiglia l’assunzione in dosi elevate sempre e soprattutto durante la gravidanza.

I fiori secchi sono squisiti se canditi oppure aggiunti a marmellate o gelati.

Per preparare l’olio alla lavanda occorre mettere una manciata di fiori in ½ litro di olio di semi di sesamo spremuto a freddo e lasciare macerare per un mese, quindi filtrare spremendo i fiori con l’aiuto di una garza.
Per preparare un olio più concentrato, l’ “ oleolito”, bisogna fare macerare per alcuni mesi 75 grammi di fiori freschi in un quarto di olio extravergine di oliva o di mandorle dolci, quindi filtrare e conservare in una bottiglietta al riparo da luce e calore.

Questi olii sono utilissimi per la pulizia della pelle delicata o impura, contro la cellulite, per le punture di insetti, per eliminare pidocchi, per fare massaggi sul petto in caso di disturbi bronchiali, per massaggiare le tempie in caso di emicranie, per rimediare le piccole ustioni e, infine, annusare l’olio può essere molto utile in caso di mancamenti.

mercoledì 5 dicembre 2012

MWL 5#: Alfabeto di strega: I- come Iside

ISIDE

L'archetipo
Iside appartiene alla categoria delle grandi Dee Madri, in quanto Dea di fertilità che insegnò alle donne d'Egitto l'agricoltura.
Tuttavia le sue imprese e i suoi attributi fanno di Lei l'archetipo per eccellenza dell'anima compagna. La sua devozione ad Osiride fu tale che Lei potè salvarlo dalla morte per ben due volte, ricomponendone i pezzi e restituendogli la vita.
Iside rappresenta la ricerca suprema dell'anima gemella, l'uso consapevole del potere femminile dell'amore e del misticismo.


Il mito

Iside, originaria del Delta, è la grande Dea della maternità e della fertilità nella mitologia egizia.
Forte dei suoi molteplici talenti e della sua magnificenza, Iside è altresì rivelatrice della forza di una donna che ama e del potere della sofferenza che tutto trasforma.
Iside dalle braccia alate, prima figlia di Nut, il cielo che tutto abbraccia, e del dio della piccola terra Geb, nacque nelle paludi del Nilo il primo giorno di uno dei primi anni della creazione.
Fin dal principio Iside rivolse un occhio benevolo sul popolo della terra, insegnando alle donne a macinare il grano, a filare il lino, a tessere e ad addomesticare gli uomini a sufficienza per riuscire a vivere con loro. La stessa Dea viveva col proprio fratello Osiride, dio delle acque del Nilo e della vegetazione che spunta dall’inondazione delle sue rive.
Una volta raggiunta l’età adulta, Iside andò in sposa al fratello Osiride. L’armonia che li circondava era tale che tutti ne rimanevano piacevolmente coinvolti. Le loro giornate scorrevano all’insegna del nutrimento del mondo; i poteri di Iside associati a quelli di Osiride facevano sì che il cibo scaturisse a profusione dal ricco suolo egiziano e dal fertile Nilo.
Le loro notti erano scandite dall’estasi dell’amore; non vi era luna o stella che potesse offuscare la loro passione.


Tutti amavano Iside e Osiride – tutti tranne Set, il loro gelosissimo fratello.
Per porre fine al loro dominio idilliaco, Set assassinò Osiride e ne depose il cadavere in una bara, intorno alla quale, col tempo, crebbe un grande albero.
La Dea, travolta dal dolore si tagliò i capelli e si strappò le vesti soffrendo per la perdita subita. Setacciò ogni angolo alla ricerca del suo innamorato e dopo molto vagare giunse in Fenicia, dove la regina Astarte fu presa da pietà per lei senza tuttavia riconoscerla e la prese come nutrice del principe ancora bambino.
Iside curò tanto bene il piccolo da metterlo come fosse stato un ciocco nel focolare del palazzo, dove la madre, terrorizzata, lo trovò fumante. Essa afferrò il piccolo e lo estrasse dalle fiamme, annullando in tal modo la magia che Iside stava effettuando su di lui per dargli l’immortalità. Iside fu chiamata a spiegare il suo comportamento e così venne rivelata l’identità della Dea e raccontata la sua ricerca. Allora Astarte ebbe a sua volta una rivelazione: che il fragrante albero di tamarindo nel giardino conteneva il corpo del perduto Osiride.
Iside riportò finalmente il cadavere in Egitto per sepellirlo ma il malvagio Set non si diede per vinto: animato dalla più feroce crudeltà, tagliò Osiride in quattordici pezzi che sparpagliò attraverso l’Egitto.
Senza perdersi d’animo, Iside si trasformò in uccello e percorse il Nilo in lungo e in largo, raccogliendo ogni frammento di Osiride. Nel collocare ciascun frammento l’uno accanto all’altro, servendosi della cera per unirli, Iside si accorse che mancava il fallo di Osiride; per questo motivo, essa ne plasmò uno nuovo usando l’oro e la cera.
Successivamente, grazie ai suoi poteri magici, Iside fece rivivere Osiride per un breve lasso di tempo. Fu in questa occasione che inventò i riti di imbalsamazione per cui gli egizi sono ancora famosi e li eseguì sul corpo di Osiride, pronunciando delle formule magiche: il dio risorse vivo come lo è il grano dopo le inondazioni primaverili in Egitto. E la magia del loro amore le permettè di concepire un figlio suo.
Quel bambino, il dio Horus con la testa di falco, divenne forte e possente – e la sua forza lo spinse a vendicarsi di Set per l’assassinio di Osiride. Ma Iside, madre di tutte le cose, non gli permettè di distruggerlo fino in fondo.
Su Iside esiste un altro racconto.
Decisa ad avere il potere su tutti gli altri dei, essa forgiò un serpente e lo mandò a mordere Rà, il maggiore degli dei. Ammalatosi e sempre più debole, Ra mandò a chiamare Iside perché applicasse i suoi poteri curativi alla ferita. Ma la Dea dichiarò di non avere il potere di liberarlo dal veleno se non sapeva il nome segreto del dio, il suo nome di potenza , la sua essenza. Ra esitò e tergiversò, ma diventava senpre più debole. Infine in preda alla disperazione fu obbligato a bisbigliare il nome a Iside. Lei lo guarì ma Rà aveva pagato il prezzo per darle un potere eterno su di lui.

l culto
Il culto e la religione di Iside-Osiride fu molto lunga (migliaia di anni) e subì forti variazioni fra la forma antica, 3000 AC e la forma ellenistica con misteri e iniziazioni (500 AC, di cui abbiamo notizie da Plutarco).
Iside fu una delle divinità più famose di tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Dall'epoca tolemaica la venerazione per la dea, simbolo di sposa e madre e protettrice dei naviganti, si diffuse nel mondo ellenistico, fino a Roma. Da qui il suo culto, diventato misterico per i legami della dea con il mondo ultraterreno e nonostante all'inizio fosse ostacolato, dilagò in tutto l'impero romano.
Quando era nata in egitto, il nome della Dea era Au Set che significa regina eccellente o semplicemente spirito. Ma i greci colonizzatori alterarono la pronuncia fino a farne il nome familiare Iside, un nome che venne usato per generazioni allorchè il culto della Dea si diffuse dal delta del Nilo alle rive del Reno. Come Ishtar, anche Iside assume le identità di dee minori finchè fu riverita come la Dea universale della cui femminilità totale le altre dee rappresentavano solo dei singoli aspetti.
Essa divenne la signora dai diecimila nomi il cui vero nome era Iside.
Poi crebbe diventando Iside panthea (tutte le dee).
Durante il suo sviluppo nell' impero romano il culto di Iside si contraddistinse per processioni e feste in onore della dea molto festose e ricche. Le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell' influenza del culto autoctono di Vesta, dedicavano talvolta la loro castita' alla dea Iside.
Nella forma più antica invece, Osiride era la Luna e Iside la natura, Urikkitu, la Verde. Ma in seguito essa divenne la luna – sorella, madre e sposa del dio della luna.
Era la moglie dolente e tenera sorella, era colei che apportava la cultura e dava la salute.
Era il trono e la quindicina di dee. Era una forma di Hathor oppure questa era una sua forma. Era anche Meri, la dea del mare e Sochit il campo di grano. Ma rimase eternamente per i suoi fervidi seguaci la venerata dea che era essa stessa tutte le cose e che aveva promesso: “vivrete nella grazia, vivrete gloriosi nella mia protezione e quando avrete compiuto tutto il tratto di via che vi è stato assegnato e scenderete nel mondo sotterraneo, anche lì vedrete me, così come mi vedete ora, splendente… e se vi mostrerete obbedienti alla mia divinità, saprete che io sola vi ho permesso di estendere la vostra vita al di là del tempo assegnatovi dal vostro destino”.
Iside che vinse la morte per riportare il suo amato alla vita, può con altrettanta facilità abolire la morte per i suoi seguaci pieni di fede. Solo l’onnipotente iside era colei che poteva proclamare: io vincerò il fato.

Attributi
Iside, La luna, è anche Madre Natura, che è sia buona che cattiva. Tollera tutte le cose, proprio come nel mito non permette a Hor di distruggere fino in fondo il Tifone-Set, in quanto crescita e decadenza sono le componenti inevitabili della natura.
Iside viene mostrata mentre decreta che non potrebbe esserci armonia perpetua, se il bene fosse sempre nell’ascendente. Essa, al contrario, delibera che vi sia sempre un conflitto fra le potenze della crescita e quelle della distruzione.
Iside aveva due aspetti: Natura e Luna. Essa era la madre, la creatrice, la nutrice di tutto, ed era anche la distruttrice.
Il suo nome, Iside, significa antico ed era chiamata anche Maat, che significa Conoscenza o Sapienza.
Iside è Maat, la Sapienza Antica. Ovvero la sapienza delle cose come esse sono e come sono state sempre, la capacità innata, intrinseca di seguire la natura delle cose sia nella loro natura presente sia nel loro inevitabile sviluppo nel rapporto reciproco. E’ la sapienza dell’istinto.
Iside era vergine e madre, spesso rappresentata col bimbo in braccio.
Iside, nel periodo del lutto, era vestita di nero, oppure era essa stessa nera. Come la vergine nera dei santuari europei, che le è così strettamente collegata, essa era una Dea della guarigione.
Di Iside era detto: “dove tu guardi pietosa, l’uomo morto ritorna in vita, il malato è guarito”.
Le statue nere di Iside possiedono anche un altro significato. Plutarco dice che “tra le statue quelle con le corna sono rappresentazioni della sua luna crescente, mentre quelle vestite di nero i modi occulti e nascosti in cui essa segue il Sole – Osiride – e brama di unirsi con lui. In conseguenza a ciò essi invocano la luna per le questioni amorose e Eudosso dice che Iside regna sull’amore.”


Il velo di Iside
Il velo colorato di Iside è simile al velo di Maya di cui parla la filosofia indiana.
Esso rappresenta le molteplici forme della natura nelle quali è rivestito lo spirito.
L’idea è che lo Spirito Creativo si rivestì in forme materiali di grande diversità e che l’intero universo che noi conosciamo fu fatto in questo modo, è cioè la manifestazione, sotto forma materiale, dello spirito del Creatore.
Plutarco disse : Iside è il principio femminile della natura e quello che è in grado di ricevere tutto ciò che è creato; a causa di ciò è stata chiamata “Nutrice “ e “Omni-ricevente” da Platone…
Perciò la veste o velo di Iside è la forma continuamente mutevole della natura, la cui bellezza e tragedia vela ai nostri occhi lo spirito. Questo perpetuo gioco reciproco nel mondo manifesto, che comprende gli oggetti esterni, gli alberi, le colline, e il mare, come pure gli altri esseri umani ed anche noi stessi, i nostri corpi, le nostre reazioni emotive, l’intero dramma del mondo, ci sembra possedere una tale realtà assoluta che non pensiamo a metterla in dubbio. Tuttavia in alcuni momenti di particolare intuizione, indotti forse dal dolore o dalla sofferenza o da una grande gioia, possiamo improvvisamente renderci conto che ciò che costituisce l’ovvia forma del mondo, non è quella vera, quella reale.
E’ detto che l’essere vivente viene afferrato nella rete o velo di Iside, e ciò significa che alla nascita dello spirito, la scintilla divina che è in ognuno, fu incorporata o afferrata nella carne.

Iconografia
Iside è spesso simboleggiata da una vacca, in associazione con Hathor, ed è raffigurata con le corna bovine, tra le quali è racchiuso il sole. Nell'iconografia è rappresentata spesso come un falco o come una donna con ali di uccello e simboleggia il vento. In forma alata è anche dipinta sui sarcofagi nell’atto di prendere l’anima tra le ali per condurla a nuova vita. Solitamente viene raffigurata con una donna vestita, con in testa il simbolo del trono, che tiene in mano un loto, simbolo della fertilità. Frequenti anche le rappresentazioni della dea mentre allatta il figlio Horo. Il suo simbolo è il tiet, chiamato anche nodo isiaco, che si trova utilizzato per assicurare le vesti egiziane. L'esatta origine del simbolo è sconosciuta, ma probabilmente rappresenta la resurrezione e la vita eterna.
 
Simboli
Nei rituali pubblici celebrati in suo onore, nella festa della fertilità, e nel mese di Hathor, novembre, erano portati in processione un fallo, rappresentante Osiride, e un vaso pieno di acqua che lo precedeva. La coppa e il fallo sono gli eterni simboli della generazione che ricorrono sempre. Li troviamo nei riti primitivi – la torcia, che è chiamata l’uomo, e la coppa in cui penetra, che è detta la donna. Il foro nella terra al centro dell’accampamento in cui ogni soldato romano gettava la sua lancia; il calice del santo graal, nel quale era conficcata una lancia che faceva gocciolare eternamente sangue, la sacra fonte battesimale fertilizzata dall’immersione della candela accesa.


Rito di Iside : la trasformazione di Osiride
Come accade da tempo immemore, l’intensa vicenda di Osiride dona forza e speranza alle donne afflitte dalla perdita dell’amato compagno. Essa ci svela in che modo possiamo far scaturire la speranza dall’abbandono – come è avvenuto attraverso la mistica resurrezione di Osiride operata da Iside.
Nell’antico Egitto, il mito di Iside e Osiride veniva proposto ogni anno nell’ambito di un sontuoso rito in segno di lutto. Questa cerimonia costituiva uno dei più importanti riti religiosi, che permetteva a chi ne prendeva parte di sperimentare le dolorose emozioni della dea mentre ricercava spasmodicamente il marito-fratello, che poi avrebbe pianto con strazio immane. Gli astanti percepivano altresì la gioia in seguito alla rinascita di Osiride nelle sembianze del figlio Horus.
Quando non si è manifestato appieno il riconoscimento del dolore, esso fluisce in tutti gli altri aspetti della vita, tingendola di nero. La sofferenza di Iside durante la disperata ricerca di Osiride da un capo all’altro del Nilo è indicativa del cupo viaggio che dobbiamo intraprendere per affrontare il dolore e trasformarlo.
Onde favorire la trasformazione della pena che vi affligge, plasmate un piccolo cuore – il vostro cuore infranto – utilizzando un foglio di allumnio. Mentre scolpite questo talismano, pensate a Iside e alla sua vicenda, ma pensate anche alla vostra vicenda. Fate confluire nella vostra energia tutto il dolore del vostro cuore infranto, con la saggezza che ne deriva.
Riempite quindi una ciotolina a fondo piatto con dell’acqua salata come le lacrime. Al centro della ciotolina, ponete una candela larga e massiccia. Accendete la candela. Dopo che si sarà sciolta una minuscola quantità di cera, intingetela nel vostro talismano a forma di cuore. Immaginate che la cera stia ricomponendo i frammenti del vostro cuore, come ha fatto con il corpo di Osiride. Nel fare ciò, dite:

Lacrime in acqua salata, cera in metallo
Iside, fai cessare le mie lacrime, trasforma il mio dolore.
Guarisci il mio cuore perché possa amare ancora.


A questo punto spegnete la candela.
Ripetete il rito della candela con il vostro talismano per quattordici notti, aggiungendo man mano l’acqua salata che occorre. Trascorso questo periodo, prendete il cuore coperto di cera e seppellitelo vicino ad un albero affinché Iside lo possa trovare e guarire, come ha fatto con Osiride. Infine versatevi sopra la rimanente acqua salata.

lunedì 3 dicembre 2012

La capra di Yule

La capra di Yule

Nella tradizione cristiana, quando si pensa al Natale, si pensa alle renne di Babbo Natale. In altre tradizioni, quando si pensa al Natale si pensa alla “capra di Yule”. Possiamo chiamarlo Julbock (svezia), julebukk (Norvegia), o joulupuuki (Finlandia), per più di mille anni, è stato per molti scandinavi il simbolo di molte celebrazioni invernali.

Nelle antiche celebrazioni, si narra che d’inverno, un uomo vestito di pelli di capra e con indosso una maschera che ritraeva, il norvegese di del tuono “Thor”, tirava il suo carro attraverso il cielo invernale.
Durante un gioco chiamato “Juleoffer”, l’uomo-capra, morì e tornò in vita, proprio come il sole d’inverno fa a Yule.

Egli da doni come giocattoli e caramelle ai bambini mentre agli adulti dona loro le cose di cui hanno bisogno per affrontare il freddo inverno.

Si dice anche che , il carro del dio “Thor” era trainato da due capre, un giorno egli uccise le sue capre durante la festa pagana di Yule dandole in offerta agli dei. Ma la mattina doopo, si senti in colpa per averle uccise e le fece risorgere utilizzando il suo mantello.

Potrebbe essere carino per da un tocco in più al vostro spirito festivo, costruire un julbock di paglia.
Questa tradizione risale a centinaia di anni fa, quando le famiglie, conservavano fascio di steli di grano fino a Natale, e poi li utilizzavano per creare la capra, legata con nastri rossi. Ancora oggi i negozi scandinavi li vendono, e oggi son considerati come simboli di protezione, di pace e di forza.

Contest Sentiero Wicca: La ruota di Yule



CONTEST DI DICEMBRE: "LA RUOTA DI YULE"

Cari Sentieranti, la Ruota continua a girare e stiamo entrando nell'atmosfera di Yule.

Nessuno di noi è escluso dai molteplici preparativi di questo periodo:
addobbi all'interno e all'esterno della casa, la preparazione di piatti tradizionali,
e anche il cambiamento dei colori e della disposizione dei nostri altari,
il tutto unito da un clima di gioia, serenità e attesa di festeggiare!


Come ogni mese, lo staff di Sentiero vi invita a partecipare al nostro contest:
questa volta abbiamo ideato un contest fotografico che racchiude ben tre categorie!


Le possibilità di scelta sono:
- Albero di Yule
- Dolce di Yule
- Altare di Yule


Per ognuna di queste categorie verrà proclamato un solo vincitore!
Non è consentito iscriversi a più di una categoria!


Avete tempo per iscrivervi fino al 15 Dicembre, seguendo lo schema del regolamento:

per iscrivervi cliccate QUI